Becker: “Fery mi ricorda il mio Wimbledon del 1985, ora stia lontano dai social”

Sul Telegraph: "Deve isolarsi, per fortuna ai miei tempi non esisteva il cellulare. Dalla sua ha l'effetto sorpresa"

Becker: “Fery mi ricorda il mio Wimbledon del 1985, ora stia lontano dai social”

Britain's Arthur Fery reacts as he plays against Bulgaria's Grigor Dimitrov during their men's singles round of 16 tennis match on the eighth day of the 2026 Wimbledon Championships at The All England Lawn Tennis and Croquet Club in Wimbledon, southwest London, on July 6, 2026. (Photo by Glyn KIRK / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE

Lui, Boris Becker, ha vinto Wimbledon a 17 anni quando in campo ci si andava da soli, e non c’erano angoli con cui dialogare. E si sente parecchio toccato dalla vicenda di Arthur Fery, la Wild Card cresciuto proprio su quell’erba lì, e che si ritrova in semifinale quando appena tre anni fa giocava la finale di un torneo Itf a Pozzuoli (tanto per dire). Dice, firmando in prima persona sul Telegraph, che gli ricorda la sua avventura del 1985.

“Spero solo che non si svegli e si renda conto di stare volando a 12 metri da terra. Non è il momento di schiantarsi al suolo!”, scrive Becker. “Se dovessi dare un consiglio a Fery, gli direi di non aprire il telefono, di non rispondere ai messaggi e di stare lontano da Instagram e dagli altri social network. Dovrebbe isolarsi completamente. Probabilmente è un vantaggio che abbia solo un giorno di pausa tra una partita e l’altra”.

“Meno male che i social ai miei tempi non esistevano”

“Credo di poter comprendere Fery più di molti altri per via della mia esperienza a Wimbledon nel 1985. Certo, non ero un outsider come lo è lui oggi. Ma quando andai a Melbourne l’inverno precedente per giocare gli Australian Open, avevo appena compiuto 17 anni ed ero ancora fuori dalla top 100 mondiale. Quindi, vincere Wimbledon quell’estate fu un evento epocale. Ripensandoci, sono contento che i social media non esistessero a quei tempi”. Poi, dopo, è stato un discreto trambusto ugualmente…

Becker

“Quando arrivi alla seconda settimana di Wimbledon, inizi a pensare che vincere sia la normalità. Non sei nervoso quando servi per il match. Dai per scontato che convertirai le palle break. È come essere su un treno la cui unica destinazione è la cerimonia di premiazione”.

“È importante non esagerare o fare qualcosa che normalmente non faresti, solo perché si tratta di una semifinale di Wimbledon”.

L’elemento sorpresa

“Un altro fattore vitale sull’erba è l’elemento sorpresa. Ne abbiamo avuto un buon esempio quando Fery ha avuto un set point contro Cobolli nel tie-break del secondo set. Ha tirato una risposta potente vicino alla linea di fondo, si è lanciato a rete e poi ha giocato questa delicata volée angolata. È stata una scelta audace e inaspettata. Fery ha molti punti di forza nel suo gioco, ma quello che mi piace particolarmente è il suo gioco di gambe. Cobolli lo ha fatto correre molto e lui è sempre sembrato in equilibrio, scivolando bene sull’erba”.

Fury giocherà con Zverev, che Becker conosce ovviamente molto bene. Dice che ormai il tedesco, dopo aver vinto il Roland Garros s’è sbloccato: “Non ho mai visto Zverev giocare così bene sull’erba come nelle ultime due settimane. Avrebbe già dovuto vincere diversi titoli del Grande Slam, ma spesso ha ceduto sotto pressione. In questa partita, però, nulla di tutto ciò farà la differenza per i tifosi del Campo Centrale. Fery è l’eroe britannico e l’uomo inarrestabile”.