Toh che strano, McTominay elogia Conte: “Mi ha cambiato, grazie a lui sono cresciuto”

A Napoli oggi va di moda criticare l'allenatore del quarto scudetto. Poi arriva Scott e a GQ fa chiarezza: "È diverso da chiunque altro abbia avuto. Con lui devi dare tutto, o hai un problema". Quanta differenza con la comparsa De Bruyne

Toh che strano, McTominay elogia Conte: “Mi ha cambiato, grazie a lui sono cresciuto”

Napoli’s Scottish midfielder #08 Scott McTominay celebrates with Napoli’s Belgian midfielder #11 Kevin De Bruyne after scoring a goal during the Italian Serie A football match between Parma Calcio 1913 and SSC Napoli at the Ennio Tardini Stadium in Parma on April 12, 2026. MARCO BERTORELLO / AFP

A Napoli sta prendendo piede uno strano fenomeno. Adesso si porta picchiare dialetticamente Antonio Conte coese il suo biennio a Napoli non fosse stato eccellente. Eccellente. Ormai è di moda criticarlo. Le parole di De Bruyne – la forza di chi parla dopo: un esempio – hanno ulteriormente sdoganato i detrattori di Antonio. Poi, però, arriva Scott McTominay uno che nel biennio di Conte è stato fondamentale. Non come De Bruyne che è stato una comparsa molto ma molto bene pagata. McTominay è anche l’unico calciatore che ha ringraziato Conte sui social.

E McTominay a GQ ha sottolineato il ruolo che ha avuto il tecnico salentino nella sua crescita. Non è questione di riconoscenza, è questione di sincerità. Ha solo detto che è quel che è sotto gli occhi di tutti.

Torino Napoli sacchi gazzetta conte de bruyne

Le parole di McTominay su Conte

“È stato importante giocare finalmente nel mio ruolo naturale di mezzala, dove posso sia attaccare sia difendere. Mi sono sentito subito a mio agio. Anche l’allenatore e lo staff tecnico mi hanno aiutato tantissimo a crescere e a capire meglio il gioco. Alla fine è stato il risultato del lavoro quotidiano”. E aggiunge: “Speri sempre che il duro lavoro venga ripagato e che dimostri di poter aiutare una squadra a vincere il campionato. Ora però voglio ripetermi. Ho assaporato quel successo e non voglio fermarmi”.

Lo scozzese non ha mai fatto mistero della sua riconoscenza. “Conte mi ha cambiato”, ha ripetuto più volte, spiegando come il tecnico gli abbia trasformato la carriera. Il concetto che torna è quello dell’intensità: “È diverso da chiunque altro abbia avuto. Con lui devi dare tutto, o hai un problema”. E alla BBC aveva aggiunto un passaggio più profondo: Conte gli ha mostrato “il calcio sotto una luce diversa”, con un’attenzione all’aspetto mentale “fondamentale” per lui — un tema che avevamo ripreso parlando delle sue dichiarazioni alla BBC. Anche dopo lo scudetto, il suo refrain non è cambiato: “Non è tanto quello che ci dice, ma quello che fa. La vittoria del titolo non ha cambiato nulla”. Fino al celebre “Amma faticà, always”. Non a caso è stato lui il primo a salutare pubblicamente Conte sui social.

 “Ogni volta che esci dalla tua zona di comfort, entri in un luogo spaventoso. Ma è anche un posto meraviglioso, perché ti dà  spazio per crescere. Quello che voglio, giù durante la preparazione, è godermi ogni minuto. Non voglio guardarmi indietro a 40 o 50 anni e pensare: ero troppo ansioso, troppo teso. Crescendo ho capito che la carriera è breve. Bisogna godersela. Altrimenti passa in un lampo e ti ritrovi a chiederti dove sia finito il tempo. Ora che sono un po’  più grande riesco a vivere e apprezzare certe cose. Hanno un significato diverso”.

Conte

Mentre tutti gli altri attaccano

Ed è qui che la sua posizione diventa “strana”, per contrasto. Perché attorno a Conte, nelle stesse settimane, è esploso tutto il contrario. De Bruyne si è detto felice del suo addio, attaccandone il gioco difensivo. A difenderlo è stato il vice Stellini che ha giustamente ha opposto a De Bruyne l’esempio di Modric.

Il resto dell’intervista di McTominay

Ti sei reso conto di cosa significhi guidare la Scozia al suo primo Mondiale dopo 28 anni?

“Sì, ed è fantastico soprattutto per i bambini e per i giovani calciatori scozzesi che sognano di diventare professionisti. È questo l’aspetto più importante. Un bambino adesso può andare agli allenamenti e parlare del Mondiale con i suoi amici a scuola. È qualcosa di meraviglioso. E noi siamo estremamente grati di poter regalare questa gioia alla Scozia”.

Dobbiamo parlare della tua ormai iconica rovesciata contro la Danimarca.

“In momenti del genere il pallone può caderti nel modo giusto. Nella mia carriera ho provato giocate simili diverse volte. Anche a Napoli ne ho tentate quattro o cinque recentemente e non sono riuscite. Però devi fidarti del lavoro fatto per tutta la vita e delle tue capacità  atletiche. In una situazione del genere non hai nulla da perdere. Ho colpito davvero bene il pallone e sono grato che sia entrato, perché ogni volta che ci ripenso mi tornano in mente ricordi fantastici”.

Com’è vedere quel gigantesco murale a Glasgow?

“Ne sono estremamente grato, quindi ringrazio Adidas per aver pensato a qualcosa di così speciale. Però provo quasi un leggero imbarazzo. È lì in alto, visibile a tutti i giocatori durante gli allenamenti. Io sono una persona piuttosto riservata. È incredibile, ma vedere la mia faccia enorme sul lato di un edificio è qualcosa di surreale”.

McTominay

Dopo quella partita hai sentito il tuo compagno di squadra al Napoli, Rasmus Hojlund?

“Conosco Rasmus Hojlund molto bene. È  un ragazzo fantastico e scherziamo continuamente. Però ormai non può più guardare quella rovesciata! (ride). Questo è il calcio: a volte giochi contro i tuoi amici e nello stesso momento qualcuno realizza un sogno mentre qualcun altro vive una delusione”.

Quante volte gli hai mandato una GIF di quel gol?

“Oh, quella è roba leggera. Io e Billy Gilmour abbiamo appeso al suo armadietto tutte le foto di quella partita”

Ti ha chiamato Sir Alex?

“Ho parlato con Alex Ferguson a settembre. È stato fantastico. Mi ha telefonato e gli sono stato molto grato per il tempo che mi ha dedicato. Mi ha chiesto come stavo e come andavano le cose nel calcio. È stato davvero bello sentirlo”

Avevi il suo numero salvato?

No, era una chiamata anonima. Ho risposto con un semplice «Pronto?» perché rispondo a tutte le telefonate. Lui ha detto: «Come stai, figliolo?». E ho capito subito chi fosse”

Ti ha dato qualche consiglio particolare?

“Sì, ma preferisco tenerlo per me. Ha sempre avuto consigli straordinari. È  una figura talmente iconica che ogni sua parola te la tieni stretta e cerchi di ricordarla nelle partite successive”.