Si copre la bocca e viene cacciato: con Almiron debutta la Regola Vinicius

Al 48' di Turchia-Paraguay l'arbitro Iván Bartón, richiamato dal Var, espelle Miguel Almiron: si era rivolto a un avversario coprendosi la bocca con la mano. È la prima applicazione assoluta della norma Ifab nata dal caso Vinicius-Prestianni in Champions e approvata a fine aprile. Il Paraguay vince lo stesso e manda a casa la Turchia di Montella.

Si copre la bocca e viene cacciato: con Almiron debutta la Regola Vinicius

Ci sono modi più gloriosi per entrare nella storia del calcio. Miguel Almiron ci è riuscito al 48′ del primo tempo di Turchia-Paraguay, partita dei gironi dei Mondiali 2026: primo calciatore espulso al mondo per essersi portato una mano davanti alla bocca mentre parlava con un avversario. Debutto ufficiale della Regola Vinicius, l’emendamento Ifab che da questa edizione punisce con il rosso diretto chi si copre il labiale in una situazione di confronto con un avversario.

Siamo al Levi’s Stadium di Santa Clara. Paraguay già avanti 0-1 con il gol lampo di Galarza, gara nervosa, gioco fermo per un giocatore a terra. L’arbitro salvadoregno Iván Bartón viene richiamato al monitor apparentemente senza motivo. Consulto rapido alle immagini, poi il rosso ad Almiron, che si era rivolto al turco Müldür mettendosi la mano sulla bocca a coprire le parole. Sugli spalti prima sorpresa, poi sconcerto. Sudamericani in dieci per tutta la ripresa, ma è la Turchia di Montella a uscire dal Mondiale: il Paraguay regge e vince 1-0.

Cosa è successo al 48′: il Var richiama Bartón e caccia Almiron

La norma non vieta in assoluto di portarsi la mano alla bocca. Colpisce il gesto quando avviene in un faccia a faccia provocatorio con un avversario, con il possibile intento di nascondere insulti, offese o linguaggio discriminatorio. L’ultima parola resta sempre all’arbitro, che valuta il contesto. Il testo Ifab, aggiunta opzionale all’articolo 12.4 sui falli e le scorrettezze, parla di sanzione per «qualsiasi giocatore che si copra la bocca in una situazione di confronto con un avversario», quando comunica “in modo provocatorio, derisorio o infiammatorio”. Una clausola che le singole competizioni possono scegliere di adottare: i Mondiali l’hanno fatto.

Perché si chiama Regola Vinicius: il precedente Prestianni in Champions

Il soprannome racconta l’origine. Tutto nasce dal caso esploso lo scorso febbraio in Champions League, nella sfida tra Real Madrid e Benfica: Gianluca Prestianni avrebbe rivolto insulti razzisti a Vinicius coprendosi la bocca con la maglia, rendendo impossibile stabilire con certezza cosa fosse stato detto. Vinicius protestò platealmente, senza ottenere giustizia immediata; ne seguirono giorni di polemiche, smentite e la squalifica di Prestianni. Da lì la spinta decisiva: l’Ifab ha approvato la regola il 28 aprile, nella riunione di Vancouver, proprio per colpire chi maschera il labiale per insultare lontano dalle telecamere. La prima vittima del nuovo corso, paradossalmente, non è un razzista conclamato ma un centrocampista beccato in un battibecco qualunque.

vinicius real madrid vinicius gonzalo Garcia tifo

Db New Jersey (Stati Uniti) 09/07/2025 – FIFA Club World Cup 2025 / Paris Saint Germain-Real Madrid / foto Daniele Buffa/Image Sport
nella foto: Vinicius Junior

Una mano sulla bocca, un Mondiale di regole nuove

Resta il dubbio di sempre quando il regolamento cambia in corsa: una norma pensata contro il razzismo che esordisce su un alterco di campo apre più di una domanda sull’applicazione. Ma la sostanza, per ora, è che basta un gesto — la mano davanti alla bocca nel momento sbagliato — per ritrovarsi negli annali. Almiron lo sa bene.