Napoli, perché non prendi tu il Dibu Martinez?

Per 15 milioni di euro ti porteresti a casa leadership, carisma, capacità di uscire e furia pararigori. E il Napoli farebbe uno scippo alla Juventus

Napoli, perché non prendi tu il Dibu Martinez?

Doha (Qatar) 18/12/2022 - finale Mondiali di calcio Qatar 2022 / Argentina-Francia / foto Imago/Image Sport nella foto: Emiliano Martinez ONLY ITALY

Il termine tecnico-tattico per un’operazione del genere sarebbe “hijack”, che in contesti differenti assume il significato di dirottare o addirittura sequestrare; in quello calcistico ha invece la valenza di scippo di mercato. Ecco, il Napoli è proprio questo che dovrebbe fare: strappare Dibu Martínez alla Juve che, nonostante l’accordo con l’argentino, tentenna sulla questione cartellino, non volendo scucire i 15 milioni richiesti dall’Aston Villa. Napoli, è il momento di mettere in scena l’ultimo atto della costruzione di un top club in Italia: “rubare” un calciatore a una “strisciata”. È il calcio italiano che fa le sue strane regole sul più forte, mica noi.

Dibu Martinez: un leader e nel tempo libero anche un buon portiere

Dibu Martinez

Il fresco vincitore dell’Europa League, già campione mondiale e, a proposito di questi ultimi, impegnato ancora con l’Albiceleste, è la dimostrazione pratica dell’assioma secondo il quale un portiere deve avere qualche rotella fuori posto, essere pronto a metterci la faccia e a non subire un minimo la pressione psicologica di un ruolo che è il più delicato di questo sport.

Volendo creare ad hoc una “scala Kahn”, in cui 1 è un angioletto e 10 è “Der Titan”, il Dibu si piazzerebbe, diciamo, sull’8. E non per le cialtronate tipo quella fatta al Mondiale di quattro anni fa (si piazzò il guanto d’oro sulle parti intime), ma per la sua carismatica presenza scenica, la sua innata abilità provocatoria e le sue qualità tra i pali.

Classe ’92, è 1 metro e 88 per 95 kg di pura furia pararigori e trash talking: con la maglia argentina ha una media terrificante.

Copa América 2021, semifinale contro la Colombia: para 3 rigori su 5. Yerry Mina, non esattamente un campione di tranquillità, si becca la celebre frase ormai diventata iconica: “Mira que te como, hermano”, cioè “guarda che ti mangio, fratello”. Mina vedrà anche il suo rigore parato.

Ai Mondiali di quattro anni fa, oltre a parare 2 rigori nella lotteria contro l’Olanda (rispettivamente a Van Dijk e Berghuis), neutralizzò in uscita il clamoroso tiro di Kolo Muani in finale, vero e proprio match-point che avrebbe consegnato il Mondiale alla Francia. E per non farsi mancare nulla, parò anche il rigore a Coman nei tiri finali.  Inoltre, sfruttando la stazza, eccelle nelle uscite in area. I riflessi, manco a dirlo, sono ancora piuttosto felini, nonostante i 33 anni.  Nel gioco con i piedi potrebbe sicuramente migliorare ma non è che finora con il serbo e Alex abbiamo visto di meglio, nonostante le leggende metropolitane su Vanja.

Insomma, il classico portiere su cui varrebbe la pena fare un pensierino. La Juve vede in lui quel quid di personalità che aiuterebbe anche caratterialmente la squadra.

Il confronto con Vicario

Guglielmo Vicario

Gli azzurri, come ci è stato raccontato in questi giorni, vorrebbero cedere Milinković che non convince l’allenatore. Sul fronte Meret, le valutazioni sono ancora in corso. Vicario, in uscita dal Tottenham, è stato proposto al Napoli. Classe ’96, ha una valutazione di circa 18 milioni di euro, solo 3 in più del Dibu.

Vicario è certamente molto bravo: rapido nei riflessi e bravo nelle parate ravvicinate, mostra qualche  debolezza nelle uscite sui cross e nel gioco lungo. Non c’è dubbio che imposti meglio rispetto al Dibu, è stato valorizzato da Postecoglou in questo. Sarebbe un ottimo acquisto.

L’unica cosa che ci sentiamo di dire è che il Dibu si prenderebbe pali e piazza in tre secondi netti.