“Napoli è una filosofia di vita”: De Laurentiis lancia il centenario del Napoli, un anno intero di festa

Il presidente in conferenza annuncia che il centenario del Napoli sarà "un viaggio" lungo dodici mesi. "Non bruciamo quello che sta per accadere"

“Napoli è una filosofia di vita”: De Laurentiis lancia il centenario del Napoli, un anno intero di festa

Db Riyadh 22/12/2025 - finale Supercoppa Italiana / Napoli-Bologna / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis

C’è un De Laurentiis presidente e c’è un De Laurentiis narratore. Alla presentazione dei ritiri di Dimaro Folgarida e Castel di Sangro, è il secondo a prendersi la scena, per lanciare il centenario del Napoli: non un giorno, non un evento, ma — testuale — “un viaggio” lungo dodici mesi. “Non bruciamo quello che sta per accadere”, avverte, come a proteggere un copione già scritto.

Le origini, tra marinai inglesi e Ascarelli

Il racconto parte da lontano. “La verità è che il Napoli in realtà nasce alla fine dell’800 tramite marinai inglesi”, dice De Laurentiis, citando poi “la modalità ereditata da Ascarelli, un ebreo illuminato morto molto giovane, che ha lasciato in eredità la dizione Napoli”. Un riferimento storico importante, e doloroso: la figura di Giorgio Ascarelli, primo presidente e fondatore, e la vicenda dello stadio a lui intestato, cancellato dalle leggi razziali del fascismo, l’avevamo già raccontata. È la radice di un’identità che affonda nella città prima ancora che nel pallone, come nelle stesse origini dei decumani di Napoli.

Un anno di festa: dal 1° agosto al 31 luglio 2027

Sulle date, De Laurentiis tiene aperto: “Ci sono varie date, tra cui il primo agosto”. Ma il perimetro temporale è chiaro: «Dal primo agosto al 31 luglio 2027 voglio festeggiare». L’organizzazione è già in moto — “Tommaso Bianchini ha una serie imponente di celebrazioni, eventi, non possiamo bruciare tutto in una volta” — e il presidente confessa candidamente il metodo: “Stiamo sceneggiando la storia di questo cento e più anni”. La parola è sua: sceneggiando. La festa, insomma, sarà anche racconto costruito, ed è esattamente il terreno su cui ADL, da costruttore di un brand che oggi qualcuno valuta cifre folli, si trova più a suo agio.

“A Napoli la festa è continuità”

A rilanciare ci pensa Nicola Lombardo: “È l’unica squadra italiana che sta un mese con i propri tifosi”, riferendosi ai ritiri. E De Laurentiis chiude con la consueta stoccata, mai dichiarata fino in fondo: “A Napoli la festa è continuità. I festeggiamenti non durano un solo giorno, questo può accadere ad altre squadre e non faccio il nome. A Napoli no”. Il destinatario non detto resta sospeso, ma il messaggio è limpido: qui la celebrazione è un modo di stare al mondo, non un evento da consumare.