Murray odia i social, i cellulari e “il tennis commentato in tv”. Ma ora fa lo Youtuber

Al Telegraph dice pure che ai suoi figli non è consentito guardare Youtube, "meglio fare sport all'aria aperta". Però poi...

Murray odia i social, i cellulari e “il tennis commentato in tv”. Ma ora fa lo Youtuber

Britain's Andy Murray waves goodbye after playing with Britain's Daniel Evans against US' Taylor Fritz and US' Tommy Paul in their men's doubles quarter-final tennis match on Court Suzanne-Lenglen at the Roland-Garros Stadium during the Paris 2024 Olympic Games, in Paris on August 1, 2024. (Photo by CARL DE SOUZA / AFP)

Andy Murray non gioca più a tennis da un po’, fa l’allenatore part time di di Jack Draper, e nel (moltissimo) tempo libero gioca a golf come farebbe un ossessionato dell’agonismo come lui: allenandosi un sacco. Troppo, visto che s’è fatto male e ora ha dovuto alleggerire un po’ i carichi. Ma soprattutto: non è sui social, non ha nemmeno un telefono con le app (usa uno di quei modelli che possono solo fare chiamate e amen), ai suoi figli – Sophia di 10 anni, Edie di 9, Teddy di 7 e Lola di 5  – non è permesso passare le ore davanti al cellulare (“non guardano YouTube e cose del genere. Cerchiamo di tenerli lontani dagli schermi il più possibile, di farli stare all’aria aperta, a correre, a fare sport e a mantenersi attivi”). Però ora farà lo Youtuber. E lo farà perché… gli fa schifo la televisione. Non torna tutto, ma questo è Andy Murray.

Murray

“Ho un mattone al posto del telefono”

Ne parla lui stesso al Telegraph“Ho eliminato i social media dal mio telefono. Stavo perdendo troppo tempo. Mi hanno dato uno di quei cosi chiamati ‘mattone’, uno di quei dispositivi con cui si possono fare telefonate e basta. Spero di essere un po’ più produttivo. Ho sempre trovato il commento e la copertura del tennis piuttosto mediocri. Non li trovo particolarmente interessanti o approfonditi. Non è qualcosa che mi piacerebbe fare, a meno che non venga fatto in un modo completamente diverso, e non credo che questo accadrebbe a Wimbledon”.

E quindi si è messo in proprio: “Invece, con The Set, abbiamo totale flessibilità su quando filmiamo, sappiamo quali sono le ore in cui lavoriamo e non ci sono restrizioni su ciò che possiamo o non possiamo fare. Faccio un’intervista davanti alla telecamera, cosa che non mi è mai piaciuta molto, ma i contenuti che ho realizzato per YouTube, che si tratti di influencer del golf come i Fore Bros, o Ian Poulter, o Kevin Pietersen, sono stati divertenti”.