Atalanta, inarrivabile Sarri: spunta l’infanzia a Bergamo. “Da piccolo un po’ parlavo il bergamasco”
Imperdibili chicche sui primi giorni padani del Comandante. L'asilo nel Bergamasco. Presto spunterà una partita a carte con Umberto Bossi. Un po' come Giuntoli col papà juventino

Db Cremona 04/05/2026 - campionato di calcio serie A / Cremonese-Lazio / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Maurizio Sarri
Presto spunterà una partita a carte con Bossi
Maurizio Sarri si nasce, non si diventa. Lo Zelig del calcio italiano. Napoletano a Napoli. Bergamasco a Bergamo. Alla Lazio, senza passati romani, si è inventato la lazialità acquisita: “È un qualcosa che da fuori non ti rendi conto, io per tanti anni ho visto la Lazio da fuori e non avrei mai immaginato quello che rappresenta davvero. Solo quando ti trovi dentro quell’ambiente lì ti rendi conto che vuol dire la Lazialità. La Lazialità è roba forte, che da fuori non te ne rendi conto, ma è roba forte”.
Quindi nessuna meraviglia. Ora che è a Bergamo, all’Atalanta, viene sottolineata la sua infanzia bergamasca. Già dal comunicato ufficiale del club dei Percassi (e degli americani).

“Sessantasette anni, è nato a Napoli ma sin da piccolo è cresciuto in Toscana con una parentesi nei primi anni dell’infanzia anche nella Bergamasca”.
Doppia specifica. La prima è che sì è nato a Napoli ma sin da piccolo è cresciuto in Toscana. Come se non bastasse, l’operazione di ripulitura è proseguita con l’infanzia bergamasca. Ancora qualche settimana e spunterà qualche partita a carte con lo scomparso Umberto Bossi.
Di questa infanzia bergamasca ne scrivono sia il Corriere Bergamo sia Bergamo News.
Sarri, l’asilo nel Bergamasco e la perla regalata ai tifosi a Zingonia
Leggete l’incipit di Bergamo News:
“Via Papa Giovanni XXIII è una strada in salita che parte dal cimitero e termina a fondo chiuso in una zona residenziale. Una via come ce ne sono a decine sulle sponde del lago d’Iseo. Percorrendola, ci si lascia sulla sinistra la scuola materna del paese, struttura fresca di ristrutturazione e riaperta un anno fa. Quando è arrivato insieme alla sua famiglia nella provincia bergamasca nel 1962, il piccolo Maurizio Sarri quella strada l’ha percorsa ogni giorno: la sua famiglia viveva in paese. Papà Amerigo lavorava alla Italsider, che oggi porta il nome di Lucchini Rs, mentre mamma Clementina lo accompagnava lungo quella via”.

Ma la chicca la riporta il Corriere Bergamo:
“«Mi hanno detto che quando ero piccolino un po’ lo parlavo il bergamasco», confida ai tifosi fuori da Zingonia, pronto a rispolverarlo partendo dal «Mola mia» sul colletto delle maglie dei suoi nuovi giocatori”.
Commovente.
Al suo fianco nelle foto di rito il ds Cristiano Giuntoli che dopo anni di Napoli solo alla Juventus parlò del suo papà juventino e delle trasferte per andare a vedere i bianconeri. Alla sua presentazione alla Juve disse: «Mio padre mi ha inculcato la juventinità da piccolo. Facevo 8 ore di pullman per vedere la Juventus». Da Prato a Torino in otto ore, mah.
Sarri e Giuntoli fatti l’uno per l’altro.