Il motivo per cui il Napoli ha scelto Allegri: fare molto meglio in Champions

Perché, dopo due scudetti, il Napoli ha scelto Allegri? La risposta, spiega la Gazzetta dello Sport, sta in un'ossessione di Aurelio De Laurentiis: fare molto meglio in Champions League.

Il motivo per cui il Napoli ha scelto Allegri: fare molto meglio in Champions

As Napoli 06/04/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Milan / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri

C’è una domanda che accompagna l’arrivo di Massimiliano Allegri, e a cui prova a rispondere la Gazzetta dello Sport: perché il Napoli ha scelto Allegri proprio ora, dopo aver vinto due scudetti in pochi anni? Guiderà un club protagonista delle ultime quattro stagioni — il tricolore con Spalletti, quello con Conte — e parte, paradossalmente, con tutto da perdere. La spiegazione, secondo la rosea, è una sola: l’ambizione europea.

“Guiderà infatti un club che in campionato è stato protagonista nelle ultime quattro stagioni. Ha vinto lo scudetto con Spalletti, poi con Conte, dunque – ed è un paradosso – se Max si laureasse campione d’Italia, qualcuno direbbe: ma cosa ha fatto di speciale? Difficile poi che possa far meglio dal punto di vista dello spettacolo. Non solo perché in molti gli rinfacciano un calcio troppo speculativo, ma anche perché sarebbe difficile far meglio dal punto di vista estetico di Spalletti, che ha incantato con Kvara e Osimhen”.

L’ossessione di De Laurentiis: la Champions

Sempre la Gazzetta sottolinea che il presidente si è indirizzato su Allegri spinto dalla “voglia di fare molto meglio in Champions League”, la sua vera ossessione.

“Perché è giusto lottare in campionato per arrivare tra le prime quattro, ma poi quella Coppa va giocata al meglio delle possibilità. Cosa che al Napoli raramente è riuscita. Il miglior piazzamento resta un quarto di finale, insieme però a tante delusioni, anche recenti”.

E l’ultima edizione è stata mortificante: il Napoli di Conte è arrivato addirittura 30° su 36, dietro a Pafos, Saint-Gilloise, Bodo/Glimt e Qarabag, senza nemmeno entrare tra le prime 24. Otto partite, nove gol fatti e quindici subiti, con in mezzo la sconfitta più pesante della storia europea azzurra, il 6-2 di Eindhoven contro il PSV. È da qui, dalla voglia di cancellare quei precedenti, che è nata la scelta.

Allegri, due finali e il compito europeo

Ed è qui che entra in gioco il curriculum del livornese, che la Gazzetta dello Sport mette in fila. Allegri, in Champions, ci è andato vicino davvero: due finali giocate, perse contro Barcellona e Real Madrid, ma comunque un traguardo che il Napoli ha solo sfiorato. Il suo compito sarà doppio: tenere il passo in campionato di chi ha vinto lo scudetto (Spalletti, Conte) o ci è andato vicino (Sarri, Ancelotti, Mazzarri), e soprattutto portare gli azzurri più avanti possibile in Europa. Non a caso, di fronte al tracollo del Milan e all’avanzata di Como e Roma in Champions, il Napoli ha virato proprio su Allegri.

Ecco perché vuole trattenere De Bruyne

La conferma della strategia, osserva ancora la Gazzetta, sta in un nome preciso. Nella lista dei desideri di Allegri c’è la permanenza di Kevin De Bruyne, che con la Champions ha un rapporto speciale: l’ha già vinta col Manchester City. Trattenerlo significherebbe contare su un campione che quella Coppa la conosce dall’interno — non a caso De Bruyne era il regalo pensato per Allegri prima del dietrofront di Conte. Il problema, semmai, è che il rapporto del belga con il club si è incrinato dopo la stagione difficile e le polemiche. Ma il senso resta: per De Laurentiis, e ora per Allegri, la Champions «è davvero qualcosa di speciale».