Delvecchio: “Rigiocherei la finale di Euro 2000 contro la Francia cambiando solo gli ultimi venti secondi”

Alla Gazzetta: "Avevo nascosto alla mia ex moglie di essere un calciatore. Mazzone era spettacolare, nell’ultima partita con lui, contro l’Inter, ci disse: “Non avremo vinto nulla, però quanto ci siamo divertiti?”. Quello era Carlo".

Delvecchio: “Rigiocherei la finale di Euro 2000 contro la Francia cambiando solo gli ultimi venti secondi”

Dc Roma 19/04/2025 - campionato di calcio serie A / Roma-Hellas Verona / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Marco Delvecchio

L’ex calciatore Marco Delvecchio ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport in cui ha parlato dei ricordi legati al mondo del calcio, di cui oggi ne è lontano; opera nel campo immobiliare, anche se, confessa, “bisogna fiutare le occasioni prima degli altri“, proprio come un giocatore.

Delvecchio: “Mazzone era un uomo spettacolare”

Delvecchio ha raccontato di aver nascosto inizialmente all’ex moglie che facesse il calciatore: “Non me ne vergognavo. È vero, lo avevo nascosto alla mia ex moglie, ma perché non volevo che si avvicinasse a me solo perché ero un giocatore di Serie A; dovevo capire se ci fosse altro“.

Quando arrivò alla Roma nel 1995, lo accolse il tecnico Carlo Mazzone: “Era un uomo spettacolare. Appena arrivato mi disse: “Davanti abbiamo due fenomeni, Balbo e Fonseca, e poi dietro c’è un ragazzino fortissimo che vuole giocare titolare. Tu ti ritaglierai il tuo spazio”. Quel ragazzino era Totti. Io pensai: “E allora che sono venuto a fare?”. Poi le cose andarono diversamente. Ricordo l’ultima partita con lui, contro l’Inter. Entrò nello spogliatoio e disse: “Ragazzi, non avremo vinto nulla, però quanto ci siamo divertiti?”. Quello era Carlo“.

funerali Mazzone

Il dolore più grande della sua carriera: la finale di Euro 2000

L’ex Roma ha condiviso anche tanti ricordi con Francesco Totti e sceglie di raccontarne uno legato anche alla Nazionale: “Tornavo dal Mondiale in Giappone e Corea e non avevo ancora fatto un allenamento. Pensavo di essere lì solo per fare gruppo. Alla riunione Capello legge i titolari e sento il mio nome. Francesco scoppia a ridere, si gira verso l’allenatore e dice: “Ma questo è matto?”. Alla fine giocai e segnai pure“.

Delvecchio non ha dubbi su cosa farebbe se potesse tornare indietro, ovvero rigiocare la finale con la Francia a Euro 2000, dove l’Italia perse ai tempi supplementari: “Rifarei quella finale contro la Francia identica, cambiando soltanto gli ultimi venti secondi. Segnare in una finale europea con la Nazionale è stato straordinario. Prendere quel gol di Wiltord al 93esimo, invece, è stato uno dei dolori più grandi della mia carriera. Secondo solo all’addio alla Roma“.