De Laurentiis e Allegri sono pronti a vendere De Bruyne se arriva l’offerta dall’America
Pino Taormina sul Mattino. scrive che ’ex Manchester City deve fare i conti con i segni dell’età che avanza e pesa quasi 11 milioni lordi sul bilancio azzurro.

Ni Napoli 06/03/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Torino / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Kevin De Bruyne
Sul futuro di Kevin De Bruyne il Napoli ha le idee chiare, e vanno in una sola direzione: l’addio. A scriverlo è Pino Taormina sul Mattino, secondo cui De Laurentiis e Allegri sono pronti a vendere il belga alla prima occasione utile.
Il nodo De Bruyne
Cosa scrive il Mattino:
“C’è anche un nodo non di poco conto che si chiama Kevin De Bruyne: dietro le sue parole un’insofferenza che non è solo nei confronti della gestione Conte. In realtà, a 35 anni, l’ex Manchester City deve fare i conti con i segni dell’età che avanza. Di sicuro, pesa con quasi 11 milioni lordi sul bilancio azzurro. Arrivasse davvero l’offerta americana, De Laurentiis lo lascerebbe andar via. E anche Max: da aziendalista, che al contrario di Antonio non vuole fare il manager, lavorerà con la rosa che De Laurentiis gli metterà a disposizione”.

Il quotidiano definisce il caso “un nodo non di poco conto”. Dietro le parole del giocatore, scrive Taormina, c’è “un’insofferenza che non è solo nei confronti della gestione Conte“. Il punto, però, è anche anagrafico ed economico: “A 35 anni, l’ex Manchester City deve fare i conti con i segni dell’età che avanza”, e soprattutto “pesa con quasi 11 milioni lordi sul bilancio azzurro”. La conclusione del Mattino è netta: “Arrivasse davvero l’offerta americana, De Laurentiis lo lascerebbe andar via“. Una linea che conferma quanto raccontiamo da giorni, da quando la sua valutazione di mercato è crollata a 10-15 milioni e da quando il belga ha ripreso a pensare al mercato americano.
Allegri aziendalista: lavora con la rosa che gli dà De Laurentiis
Sul punto è allineato anche il nuovo allenatore. Allegri, scrive il Mattino, è un “aziendalista” che, “al contrario di Antonio, non vuole fare il manager”: “lavorerà con la rosa che De Laurentiis gli metterà a disposizione”, e “solo dopo Dimaro farà la prima scrematura”. È un approccio opposto a quello di Conte, e coerente con il profilo di un tecnico che De Laurentiis ha scelto come un “colpo da monarca illuminato“: meno ingerenze sul mercato, più gestione del gruppo. E in questo schema De Bruyne, già descritto come più un tappo che un valore aggiunto, non è un intoccabile.
L’analisi
Il quadro è quello di una separazione condivisa, dall’alto. Per De Laurentiis è una questione di bilancio: liberare 11 milioni lordi per un trentacinquenne in calo è buona amministrazione, la stessa freddezza con cui aveva gelato lui e Lukaku, “è pieno di calciatori nel mondo”. Per Allegri è una questione di metodo: non si innamora dei nomi, costruisce sulla rosa che ha. Il belga, insomma, non è più al centro del progetto: è una pedina sacrificabile, e la sua uscita serve sia ai conti sia agli equilibri dello spogliatoio.