De Laurentiis: “Centro sportivo nessun problema”. E annuncia: la prima del Napoli sarà fuori casa, colpa dei “maledetti concerti”
Alla presentazione dei ritiri, De Laurentiis archivia in fretta il capitolo strutture: sul centro sportivo "non c'è problema"

lavori di ristrutturazione dello stadio san paolo di Napoli
Quando il discorso scivola sulle infrastrutture, De Laurentiis, nella conferenza di presentazione dei ritiri di Dimaro e Castel Volturno, cambia ritmo: poche parole, dossier archiviati. Ma è proprio da lì che esce la notizia più concreta della giornata, e riguarda lo stadio del Napoli — o meglio, il suo prato.
Centro sportivo “nessun problema”, stadio in una conferenza dedicata
Sul centro sportivo il presidente è netto: “Per il centro sportivo non c’è problema”. Una riga, per dire che il progetto procede. Sull’impianto, invece, rimanda: “Per lo stadio faremo una conferenza”. Un tema su cui De Laurentiis si muove da tempo, tra il progetto di un nuovo stadio da 70mila posti sui terreni della Q8 e l’inchiesta per abuso edilizio al Maradona. E rivendica continuità: “State tranquilli fin tanto che vedrete la mia faccia presente”.
La prima fuori casa: “Colpa dei maledetti concerti”
L’annuncio vero arriva in coda, e pesa: “La prima partita, già vi annuncio, il Napoli la giocherà fuori casa, perché devo dare tempo di rifare il prato dopo i maledetti concerti”. Il Maradona usato come arena per la musica live, e il campo che ne paga il conto: è la fotografia di un impianto comunale che il club non controlla del tutto, e che resta il vero tallone d’Achille economico. Non a caso sugli incassi da stadio tra Inter e Napoli c’è un abisso: senza una casa moderna e gestita in proprio, l’ambizione resta a metà.
Stillitano, e la fiducia ad Allegri
In mezzo, l’aneddoto. De Laurentiis racconta di Charlie Stillitano, l’italo-americano delle tournée estive: “Ogni anno mi offre 4-5 milioni per andare in giro per il mondo. Ho sempre rifiutato. L’ultima volta ho chiesto 15 milioni netti più le spese e sono scomparsi”. Tradotto: niente passerelle pre-campionato a basso prezzo. Poi la blindatura del nuovo tecnico: “Abbiamo un nuovo allenatore. Vogliamo dargli tempo di ambientarsi, di conoscere gli uomini della società, i calciatori”. Una scelta di pazienza che si lega a quel “colpo da monarca illuminato” con cui abbiamo letto l’arrivo di Allegri. E un richiamo all’esperienza: «Ho vinto il tricolore anche con un allenatore che in Italia non aveva vinto nulla, lo aveva vinto in Russia» — riferimento a Spalletti, campione con lo Zenit. Obiettivi? “Per me è importante sia il campionato che l’Europa”.