Brasile-Giappone, la rivincita di Holly e Benji: ma il Giappone di Moriyasu non è più un cartone

Ai sedicesimi i verde-oro di Ancelotti ritrovano la nazionale di Moriyasu, che a ottobre li ha già piegati 3-2 in amichevole. Tra Ueda, Tomiyasu e Kamada, il Sol Levante può davvero fare l'impresa.

Brasile-Giappone, la rivincita di Holly e Benji: ma il Giappone di Moriyasu non è più un cartone

Brasile-Giappone non è una partita come le altre, soprattutto per chi è cresciuto a merende e Holly e Benji. Il sedicesimo di finale dei Mondiali 2026 riporta sul prato un duello che una generazione intera ha già visto centinaia di volte, ma disegnato: quello tra i fuoriclasse verde-oro e i ragazzi del Sol Levante nati dalla matita di Yoichi Takahashi nel 1981. Con una differenza non da poco: stavolta il pallone è vero, e il Giappone non parte affatto per fare la comparsa.

Brasile-Giappone, quando Holly e Benji lo aveva (quasi) immaginato

Nel manga e nell’anime di Capitan Tsubasa, la sfida tra le due nazionali è il vertice dell’arco “World Youth”: una finale mondiale Under 20 in cui il Giappone batte i maestri brasiliani. È lo stesso immaginario che il calcio reale continua a coltivare, dal pellegrinaggio nostalgico di Totti in Giappone fino alle sfide impossibili ricreate dall’intelligenza artificiale tra i campioni veri e i personaggi del cartone. Non una profezia, certo. Ma un valore simbolico che oggi, davanti alla partita vera, torna prepotente.

Brasile-giappone

Come finiva nel cartone: 3-2 e la rovesciata di Holly

Per i nostalgici, il finale è scolpito nella memoria. Allo stadio Nagai di Osaka, il Giappone supera il Brasile 3-2 ai supplementari. I verde-oro vanno avanti con Carlos Santana, i nipponici ribaltano con il pareggio e il gol di Mark Lenders, poi Natureza firma il 2-2 con una rovesciata pazzesca a tempo quasi scaduto. Ai supplementari, su assist di Tom Becker, ci pensa Oliver Hutton — il nostro Holly, Tsubasa Ozora — a chiudere i conti con un’altra rovesciata da antologia. Dettaglio cult per i tifosi italiani: a dirigere quella finale, nell’anime, c’è addirittura un arbitro che ricorda Pierluigi Collina.

Il Giappone vero di Moriyasu: non più un sogno

Ecco perché la partita è diventata virale. Sui social è un diluvio di meme: c’è chi giura che durerà trentasei ore, come gli interminabili tiri dell’anime, chi ormai è pronto a credere pure ai campi lunghi chilometri, e chi — soprattutto tra i tifosi brasiliani, a caccia di rivincita — sogna un epilogo da cartone. Solo che la realtà è molto più equilibrata della dimensione onirica del manga. Il Giappone di Hajime Moriyasu non è più la squadra che insegue l’impresa: è una nazionale rapida nelle transizioni, organizzatissima, capace di mettere in difficoltà chiunque — Spagna e Germania lo sanno bene. E i numeri aiutano: ad ottobre, in amichevole a Tokyo, i nipponici hanno già battuto il Brasile di Ancelotti per 3-2: la stessa, curiosa cifra del cartone. In campo brillano Ayase Ueda (25 gol in Eredivisie col Feyenoord), il difensore Itakura e due vecchie conoscenze della Serie A, l’ex Bologna Tomiyasu e l’ex Lazio Kamada. C’è pure un tabù da sfatare: il Giappone ai Mondiali non ha mai superato il quarto turno. Non stupisce che a qualcuno, da queste parti, sia venuto in mente di proporre Moriyasu addirittura al Napoli. La partita vera è oggi, in chiaro sulla Rai: e per una volta la rovesciata di Holly non sembra più solo fantasia