Yamal sfila con la bandiera della Palestina, il giovane campione pensante fa notizia (VIDEO)
Il video della sfilata "politica" sul bus del Barcellona è diventato virale. Lewandowski ha sventolato la bandiera dell'Estelada

Pre Barcellona 18/03/2026 - Champions League / Barcellona-Newcastle / foto Pressinphoto/Image Sport nella foto: Lamine Yamal
Lamine Yamal pro-Pal. Il fuoriclasse del Barcellona ha sfilato per le strade della città con la squadra, per celebrare la vittoria del campionato spagnolo in cima a un autobus scoperto sventolando una bandiera palestinese. L’immagine è diventata immediatamente virale sui social e ha generato reazioni di ogni tipo. Perché di questi tempi che una giovane star del pallone prenda una netta posizione politica è una notizia.
Non solo Yamal
Il gesto di Yamal ha catturato l’attenzione di tutti, al di là della festa. “È insolito che un calciatore, soprattutto uno così giovane come diciottenne, prenda posizione pubblicamente su un conflitto delicato come quello in Medio Oriente”, scrive per esempio El Paìs. Yamal ha incluso la foto tra quelle in evidenza sul suo profilo Instagram, il che esclude qualsiasi interpretazione come un atto spontaneo e impulsivo.
Lamine Yamal shows solidarity with Palestine during FC Barcelona’s title celebrations. pic.twitter.com/W52qUuYEMT
— PALESTINE ONLINE 🇵🇸 (@OnlinePalEng) May 12, 2026
Yamal non è stato l’unico a esibire una bandiera dal significato simbolico durante la celebrazione. Lewandowski ha sventolato la bandiera dell’Estelada, la bandiera utilizzata da cittadini e movimenti indipendentisti nella regione spagnola della Catalogna.
Yamal cittadino del mondo
Yamal – sottolinea El Paìs – è nato a Mataró da padre marocchino e madre guineana equatoriale, e cresciuto in una famiglia di tradizione musulmana. E aveva già dimostrato il suo carattere fuori dal campo. A marzo, dopo essere stato oggetto di cori islamofobi durante un’amichevole tra la nazionale spagnola e l’Egitto, aveva risposto pubblicamente su Instagram: “Usare la religione come pretesto per provocare in campo ti fa sembrare ignorante e razzista. Il calcio è fatto per divertirsi, non per mancare di rispetto alle persone per quello che sono o per quello in cui credono”.