Sinner demolisce Zverev e vince il Masters di Madrid: cinque titoli 1000 consecutivi, nessuno c’era mai riuscito
Sinner liquida Zverev come se fosse un seconda categoria, lo manda a casa in appena 58 minuti. È il primo tennista nella storia a vincere cinque Masters 1000 consecutivi.

Italy's Jannik Sinner reacts after a point against Canada's Felix Auger-Aliassime during the Monte Carlo ATP Masters Series Tournament quarter final tennis match on Court Rainier III at the Monte-Carlo Country Club in Roquebrune-Cap-Martin, south-eastern France on April 10, 2026. Thibaud MORITZ / AFP
Jannik Sinner ha vinto il Masters 1000 di Madrid. Ha travolto Alexander Zverev 6-1, 6-2 in 58 minuti di partita, un match senza storia che ha consegnato all’altoatesino un record che nessuno aveva mai raggiunto nella storia del tennis: cinque titoli Masters 1000 consecutivi. Parigi 2025, Indian Wells, Miami, Montecarlo e ora Madrid. Vincere decine di partite di fila nel tennis è difficilissimo, Sinner lo fa sembrare facile, scriveva il New York Times pochi giorni fa. Oggi ne abbiamo avuto l’ennesima conferma. Ha liquidato Zverev come se fosse un seconda categoria.
Il primo set è durato 25 minuti. Sinner ha servito con l’81% di prime in campo, vincendo 15 dei 17 punti con la prima di servizio. Zverev ha tenuto un solo game nel primo parziale e due nel secondo. Non è stata una finale, è stato un allenamento. La nona vittoria consecutiva di Sinner contro il tedesco, la terza in semifinale o finale di un Masters 1000 in questa stagione dopo Indian Wells, Miami e Montecarlo.
Sinner vince Madrid ed entra nella storia del tennis
Con la vittoria di Madrid, Sinner è diventato il più giovane nella storia ad aver raggiunto la finale di tutti e nove i Masters 1000: a 24 anni ha battuto il precedente record di Djokovic (25 anni), Nadal (27) e Federer (30). È il nono titolo 1000 della sua carriera. Gli manca solo Roma, il torneo di casa, che inizia tra dieci giorni. La coincidenza temporale è significativa.
Ma il dato che più di tutti racconta la dimensione del dominio di Sinner è la striscia di 27 vittorie consecutive nei Masters 1000. Ventisette. Una sequenza che attraversa cinque tornei diversi, tre superfici, quattro Paesi. Ha battuto Alcaraz in finale a Montecarlo, Fils in semifinale a Madrid, Zverev nella finale di oggi. Non c’è un avversario che riesca a metterlo in difficoltà.
A Montecarlo aveva già spazzato via Alcaraz
Il cammino verso questo record era stato annunciato già nella finale di Montecarlo, dove Sinner ha detronizzato Alcaraz con la forza di un rullo compressore. In quella partita dimostrò una superiorità fisica e tattica schiacciante, con un grado di aggressività che rese lo spagnolo impotente. A Madrid ha replicato lo stesso schema, con la differenza che stavolta la vittima è stata Zverev il numero due del mondo che con Sinner perde sempre.
Nei quarti di finale, Sinner aveva domato l’astro nascente Jodar chiudendo con undici punti consecutivi dal 5-6 in poi. In conferenza stampa aveva parlato di “combinazione di fortuna ed esperienza”. Ma a questo livello, la fortuna non esiste.
Da Wimbledon 2025 a Madrid 2026: la stagione perfetta
Sinner arriva da una stagione 2025 in cui ha vinto Wimbledon battendo Alcaraz in finale, diventando il primo italiano a sollevare il trofeo ai Championships.
Il suo 2026, finora: titolo a Indian Wells, titolo a Miami, titolo a Montecarlo, titolo a Madrid. Quattro tornei, quattro vittorie. Con il Roland Garros e Wimbledon ancora da giocare.
Adesso Roma: il Masters che manca
Dei nove Masters 1000 in calendario, Sinner li ha vinti tutti tranne uno: Roma. Il torneo di casa, quello che per un italiano ha un sapore diverso. Gli Internazionali d’Italia iniziano tra dieci giorni e Sinner arriva con 27 vittorie consecutive nei 1000, una fiducia smisurata e un livello di gioco che nessuno, in questo momento, sembra in grado di avvicinare. Se vincesse anche a Roma, completerebbe una collezione che nella storia del tennis maschile nessuno ha mai posseduto per intero. Il Telegraph scrisse che Sinner era un campione con l’asterisco: oggi quell’asterisco è diventato un punto esclamativo.