Si ritira Bolsova, la tennista ribelle: “Se vostro figlio vuole smettere col tennis, ascoltatelo”

Nel 2019 diventò famosa al Roland Garros per i tatuaggi e l'atteggiamento. El Mundo racconta la sua storia: laureata in storia dell'arte, farà l'insegnante

Si ritira Bolsova, la tennista ribelle: “Se vostro figlio vuole smettere col tennis, ascoltatelo”

Spain's Aliona Bolsova hits a return against India's Ankita Raina during their Yarra Valley Classic Women's singles tennis match in Melbourne on January 30, 2021. (Photo by William WEST / AFP) / -- IMAGE RESTRICTED TO EDITORIAL USE - STRICTLY NO COMMERCIAL USE --

Quando aveva 21 anni, era il 2019, Aliona Bolsova arrivò agli ottavi del Roland Garros come una star: capelli corti, tatuaggi, niente gonne, ribellione evidente. La tennista spagnola di origine moldava oggi ha 28 anni, e si è ritirata. Il suo miglior ranking in carriera è stato il numero 88. Ha guadagnato appena 48.000 dollari di premi. E’ laureata in Storia, Geografia e Storia dell’Arte all’Università Aperta della Catalogna. Proseguirà gli studi con un master e poi forse diventerà insegnante. Per ora, continua a giocare nella Bundesliga, il campionato estivo semi-professionistico tedesco. Al Mundo racconta l’altra faccia del tennis: il successo prematuro, le pressioni, il divertimento e il suo contrario.

Le gonne sono scomode

“Non ho intenzione di stare mesi senza giocare. Smetto perché sono esausta per i viaggi e voglio chiudere questo capitolo. Voglio una vita diversa, voglio stare a casa. Ma non sono stufa del tennis. Per niente. Alla fine, non mi sono nemmeno preoccupata degli scommettitori che mi hanno insultata sui social; ci ho semplicemente riso sopra”.

“Forse ho attirato l’attenzione, ma era solo un modo di esprimermi. Non ero ribelle, né volevo imporre le mie idee. Il tennis è uno sport molto rigido e non volevo conformarmi a certi standard di genere, a ciò che viene associato alla femminilità. Volevo semplicemente giocare in tutta comodità”.

Dopo l’exploit al Roland Garros “sono stata sopraffatta da tutta l’attenzione che ricevevo. Mi ha prosciugato mentalmente. Mi sentivo etichettata in un certo modo e non volevo attirare così tanta attenzione”.

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Una relazione tossica col tennis

El Mundo racconta che la vita di Bolsova è stata segnata da un rapporto di amore e odio con il tennis fin dall’infanzia. “Nata a Chiinu, in Moldavia, e residente a Palafrugell, Girona, è cresciuta circondata da atleti olimpici: sua nonna Valentina e i suoi genitori Vadim e Olga, tutti olimpionici (sua nonna a Roma nel 1960 e i suoi genitori a Barcellona nel 1992). Ma Aliona scelse la racchetta. Le piaceva giocare a tennis al Llafranc Tennis Club, ma suo padre Vadim trasformò presto quel passatempo in lavoro, obbligo e tormento. Bolsova voleva abbandonare il tennis; la pressione la portò alla bulimia e sentì il bisogno di allontanarsi dal padre per guarire e riconciliarsi con lo sport”.

“È tutto passato e non ho voglia di parlarne più di tanto. Era qualcosa che riguardava la mia infanzia, la mia famiglia, e basta. Voglio solo dire che se vostro figlio vi dice di voler smettere con il tennis o con qualsiasi altra cosa, ascoltatelo. Il divertimento è essenziale in tutto. Il tennis può essere mentalmente estenuante, ma dipende anche molto da come veniamo educati fin da piccoli. Deve essere super professionale, super serio, ed è così che perdiamo la capacità di divertirci. Quando passi dall’essere bambino a adolescente, vieni professionalizzato e passi dal divertirti al soffrire. È bello vedere Alcaraz divertirsi in campo, ma ci sono pochi esempi del genere. Io mi divertivo di più alla fine della mia carriera, quando ho imparato a farlo”.