Sal Da Vinci: “Basta raccontare Napoli con stereotipi e folklore. Napoli non è separata dall’Italia”

Protagonista all'Eurovision. A La Stampa: "Sembra quasi che noi napoletani siamo tutti pagliacci e casinisti". Al Fatto: "Pino Daniele mi disse: "Sal Da Vinci: "Quando eri piccolo, ti odiavo"

Sal Da Vinci: “Basta raccontare Napoli con stereotipi e folklore. Napoli non è separata dall’Italia”

3DTY4B9 Sanremo, Italy. 23rd Feb, 2026. Sal da Vinci attends the 76th Sanremo Music Festival 2025 Eni Carpet at Teatro Ariston in Sanremo, Italy, on February 23, 2026. (Photo by Alessandro Tocco/NurPhoto) Credit: NurPhoto SRL/Alamy Live News

C’è l’Eurovision e torna Sal Da Vinci discussissimo vincitore del Festival di Sanremo. In tanti sostenevano che all’Eurofestival lo avrebbero preso a pernacchie (non si capisce per quale motivo) e invece il brano del cantante napoletano (“Per sempre sì”) è il più ascoltato su streaming: ottanta milioni di clic.

Lo intervistano sia La Stampa sia il Fatto quotidiano.

A La Stampa dice:

“Respingo l’idea che la cultura partenopea venga ancora raccontata attraverso stereotipi folkloristici e caricaturali. Sembra quasi che noi napoletani siamo tutti pagliacci e casinisti”.

“Napoli non è separata dall’Italia, ma ne rappresenta una delle anime più riconoscibili nel mondo, grazie alla poesia, al teatro e alla musica. Vorrei ricordare che i brani simbolo della tradizione napoletana riescono ancora oggi a emozionare pubblici internazionali; vogliamo parlare di ’O sole mio? All’estero ci sono nato e andato e tornato centinaia di volte. Il rispetto che la cultura della canzone napoletana suscita all’estero è indicibile”.

“Per anni hanno denigrato artisti come Gigi D’Alessio o Nino D’Angelo”

I pregiudizi sono ancora forti?

“Per anni hanno denigrato artisti come Gigi D’Alessio o Nino D’Angelo, ma poi quelle stesse canzoni la gente, compresi molti intellettuali, le cantano di nascosto mentre si fanno la doccia. Una critica che allargo anche al mondo dei social e ai “leoni da tastiera”, che alimentano polemiche solo per ottenere visibilità. Parlare male suscita più interesse che parlare bene”.

Qualcuno qui a Vienna ha detto che gli italiani non amano la canzone di Da Vinci quanto la amano gli stranieri. c’è qualcosa di vero?

“Tra streaming e visualizzazioni questa mattina mi hanno comunicato che abbiamo superato gli 80 milioni di clic, non vorrei aggiungere altro”.

Sal Da Vinci

Sal Da Vinci, quando Pino Daniele disse: “Quando eri piccolo ti odiavo”

Al Fatto quotidiano racconta

“A una festa di Carnevale Pino Daniele, che era il mio mito, mi disse ridendo: ‘Quando eri piccolo ti odiavo’”.

Perché?

“Sua mamma veniva a vedere le mie sceneggiate a teatro, ne facevamo tre al giorno. Al ritorno piangeva. Pino le chiedeva: ‘Sei andata a uno spettacolo o a un funerale? ’. Lei: ‘Tu non puoi capire come quello scugnizzello mi commuova’”

Ha recitato nel film “Troppo Forte” di Verdone, c’era anche Alberto Sordi.

“Dovevo recitare da balbuziente, uno sforzo immenso per un cantante. Cominciano le riprese a Cinecittà. Alberto dice a Carlo: ‘Ma lascialo parlare con la voce sua, questo è naturale’. Nelle pause dei ciak, Sordi mi chiedeva di cantargli i classici napoletani”.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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