“Renda più Allegra la squadra”: il cardinale Sepe dà il benvenuto ad Allegri al Napoli

Crescenzio Sepe, arcivescovo emerito di Napoli a Ottopagine ha accolto il nuovo allenatore con un augurio giocato tutto sul suo cognome

“Renda più Allegra la squadra”: il cardinale Sepe dà il benvenuto ad Allegri al Napoli

AC Milan's Italian coach Massimiliano Allegri looks on ahead of the Italian Serie A football match between AC Milan and Atalanta Bergamo at San Siro Stadium in Milan on May 10, 2026. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)

Massimiliano Allegri non è ancora ufficialmente l’allenatore del Napoli — manca l’ufficialità e deve prima liberarsi dal Milan — ma a Napoli c’è già chi lo accoglie a braccia aperte. E non è un tifoso qualsiasi: è il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo emerito di Napoli, da sempre legatissimo alla squadra e alle sue sorti.

Interpellato da Ottopagine, l’alto prelato ha voluto dare il suo personale benvenuto al tecnico, con un augurio costruito interamente sul gioco di parole con il suo cognome:

Faccio un benvenuto al nuovo allenatore, al nostro nuovo campione. Quale augurio? Che renda più “Allegra” la squadra e tutti i tifosi del Napoli, perché come ha “allegrato” con tutte le vittorie precedenti, così possa “allegrare” con un nuovo scudetto anche il Napoli che gli sarà consegnato in questi giorni”.

Una benedizione che pesa, a Napoli

Non è un dettaglio di colore qualunque. A Napoli la parola di Sepe ha un peso simbolico enorme: il cardinale ha legato il suo nome alle annate più emozionanti del tifo azzurro, e un suo augurio suona quasi come una benedizione ufficiale della città. Che arrivi prima ancora della firma — con Allegri dato come prossimo allenatore del Napoli ma ancora alle prese col nodo Milan — dice quanto la piazza abbia già adottato il tecnico, al di là delle formalità contrattuali.

Il riferimento allo scudetto

C’è poi la parte più ambiziosa dell’augurio: il “nuovo scudetto”. Sepe non si limita al benvenuto, ma alza subito l’asticella, ricordando ad Allegri ciò che a Napoli si pretende. Un’investitura che si sposa con la lettura di chi ha visto nell’ingaggio del livornese un colpo da monarca illuminato di De Laurentiis, chiamato ora a costruire da zero il suo Napoli, ripartendo dal 4-3-3.