McTominay: “A Napoli mi fanno sentire speciale, è raro nel calcio. Starace un nonno”

McTominay si racconta in una lunga intervista al Champions Journal: "Con Gilmour e Hojlund amiamo il risotto con olio d'oliva, parmigiano e sale"

McTominay e Hojlund napoli McTominay Champions Journal

Mg Genova 07/02/2026 - campionato di calcio serie A / Genoa-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Scott McTominay

McTominay al Champions Journal: “A Napoli mi fanno sentire speciale, cosa rara nel calcio”

Scott McTominay è in copertina del numero 26 del Champions Journal, la rivista ufficiale della UEFA Champions League. L’intervista, firmata da Alex O’Henley e intitolata “La dolce vita”, è il racconto di 18 mesi che hanno trasformato un centrocampista considerato un esubero dal Manchester United nell’MVP della Serie A, nel campione d’Italia e in un’icona popolare di Napoli. Lo scrivemmo già a dicembre: il 2025 è stato l’anno spartiacque della carriera di McTominay, da esubero a eroe popolare. Ora è lui stesso a raccontarlo.

Come si vive a Napoli secondo McTominay?

McTominay dice che la sua personalità non è cambiata: “Sento di non essere cambiato molto. La mia personalità è molto, molto simile — se non identica — a quando ero nel Regno Unito. Forse qui hai più fiducia e senti la fiducia dell’allenatore nel farti giocare spesso. E forse i miei capelli. E basta”. La differenza, dice, è nel modo in cui la città lo ha accolto: “Per me è ancora un po’ surreale. Potevo girare per Manchester e la gente non mi riconosceva troppo. Mi ci sto ancora abituando”.

Il racconto dell’arrivo a Napoli è diventato un classico: “Dal momento in cui sono arrivato all’aeroporto è stato… wow! Mia madre diceva: ‘Che sta succedendo?’ perché c’erano tantissime persone lì per vedermi. Mi ha davvero sorpreso, momenti così non li dimenticherò mai”. Il primo impatto con il Maradona, invece, lo visse dalla panchina, contro il Cagliari: “Mia mamma, mio papà e la mia ragazza erano sugli spalti e sentivo queste esplosioni tra il pubblico, i fuochi d’artificio e non riuscivo a credere a quello che vedevo. Non avevo mai vissuto niente del genere in uno stadio prima”.

I murales, i soprannomi e il santuario nei Quartieri Spagnoli

McTominay ha un santuario in Vico San Nicola a Nilo, murales sparsi per la città, persino la sua rovesciata trasformata in opera d’arte a Tufino. I tifosi gli hanno dato soprannomi: McFratm, McBro, McTerminator, l’Apribottiglie. Lui li accoglie con leggerezza: “Mi piacciono tutti”. Ma tiene i piedi per terra: “Non mi lascio mai troppo trasportare da queste cose. C’è sempre la prossima partita. Sarebbe facile esaltarsi e pensare di essere più grande o migliore di quello che sei, ma io non sono migliore di nessuno degli altri giocatori. Devi mantenere un equilibrio emotivo”.

Quando il giornalista gli racconta che il tassista, saputo dell’intervista, ha esclamato “Numero Uno! Il Re!”, McTominay risponde: “Non riesco a spiegarlo senza sembrare presuntuoso. Mi fanno sentire davvero speciale, cosa rara nel calcio perché c’è molta critica, ci sono molte opinioni. Ma i tifosi qui… voglio solo ripagarli al meglio”.

Il risotto con Hojlund e Gilmour, gli espresso con Starace

La parte più gustosa dell’intervista è quella sulla vita quotidiana. McTominay vive a 100 metri da Gilmour, Hojlund, De Bruyne e Lobotka: “Se qualcuno ha bisogno di un passaggio per l’allenamento o dobbiamo andare da qualche parte, andiamo insieme. È bello questo senso di famiglia con tutti così vicini”.

Il piatto sacro è il risotto al parmigiano pre-partita: “Quando mangio il risotto con olio d’oliva, parmigiano e sale, non mi sento appesantito. È molto leggero e facile da digerire. Io, Rasmus e Billy adoriamo quel risotto. Lo mangiamo sempre”.

E poi c’è Tommaso Starace, il magazziniere storico del Napoli, che McTominay descrive come “un mito, lo adoro. Il mio italiano non è granché e il suo inglese è limitato, ma è come una figura di nonno per tutto il gruppo. Il suo caffè è fantastico. Non bevevo espresso nel Regno Unito e ora ne bevo due o tre al giorno. Se prendo un americano, tutti dicono: ‘Mamma mia! Com’è possibile?’ Da un anno e sei mesi ho smesso di prenderlo”.

Il compagno di squadra ideale per un giro di Napoli? “Pasquale Mazzocchi, al 100%. Sempre. È di qui, sa tutto. Berremmo tre o quattro caffè doppi e poi gireremmo Napoli a vedere cosa succede”.

McTominay su Conte: “Mi ha aiutato molto, è fondamentale”

Su Conte, McTominay conferma quello che Pogba aveva detto di recente: “Conte cerca sempre di aiutare tutti e spingerci molto ed è stato fondamentale per vincere il campionato l’anno scorso, anche per quello che fa fuori dal campo. Mi ha aiutato molto nel mio ruolo, quasi da seconda punta”. Quest’anno il ruolo è cambiato: “Negli ultimi due mesi ho giocato più arretrato accanto a Lobotka e ho ancora occasioni per inserirmi, ma meno, perché dobbiamo costruire il gioco. Mi piace anche questo ruolo, essere un centrocampista che sa fare un po’ di tutto”.

Come scrivemmo a gennaio, McTominay è diventato il Piotominay del Napoli: un giocatore che quando il gioco si fa duro, si fa trovare pronto.

Lo scudetto, il Pallone d’Oro e il Mondiale

Alla domanda sui traguardi raggiunti — scudetto, MVP, candidatura al Pallone d’Oro, qualificazione al Mondiale — McTominay risponde con la sobrietà che lo contraddistingue: “Onestamente non ci penso. Nei momenti buoni e cattivi ho sempre cercato di mantenere equilibrio. Se me lo avessero detto quando ho lasciato il Manchester United, avrei detto: ‘È impossibile, ma non si sa mai’. Il calcio non aspetta nessuno”.

Sul Mondiale in Nord America con la Scozia è più ambizioso: “Ora è il momento per la Scozia di cambiare mentalità. Non andare solo per partecipare, ma per competere, superare il girone e giocare bene. Dobbiamo provare a diventare una delle squadre scozzesi più forti di sempre”.

Lo stile italiano e Wimbledon

Il capitolo moda chiude l’intervista. McTominay ha un sarto a Napoli che gli fa tutto su misura: “Ho gambe lunghe e sottili, quindi è difficile trovare pantaloni perfetti. Amo lo stile italiano classico, senza loghi. È elegante, senza tempo. Quando ti vesti così ti senti bene”. L’estate scorsa fece notizia a Wimbledon per un completo particolarmente elegante: “Forse l’abito era un po’ troppo per la giornata, ma è quello che indosso!”. Il Napoli intanto sta trattando il rinnovo prima che McTominay parta per il Mondiale. L’idea è blindarlo: uno così, a Napoli, non si lascia andare.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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