Marquez sarà “ambassador” di Ducati quando smetterà, e ora chi glielo dice ai tifosi?

Avrà un nuovo contratto biennale nonostante gli infortuni, ma poi resterà in azienda per sfruttarne l'immagine. Modello Stoner

Marquez sarà “ambassador” di Ducati quando smetterà, e ora chi glielo dice ai tifosi?

Psz Goiania (Brasile) 22/03/2026 - gara Motogp / foto Psnewz/Image Sport nella foto: Marc Marquez

Poi ad un certo punto servirà un ambassador dell’ambassador per abituare i tifosi duri e puri della Ducati a vedersi rappresentare per sempre dal mai digerito Marc Marquez. Perché a Borgo Panigale ormai ragionano come se il futuro fosse già scritto. Non soltanto con Márquez ancora in pista, ma soprattutto con Márquez uomo immagine globale della Ducati anche dopo il ritiro. Ed è questo il vero segnale che emerge dietro mesi di voci, trattative congelate e dubbi fisici attorno al nove volte campione del mondo, riportate da Marca.

Il rinnovo per il 2027 e il 2028 non è stato ancora ufficializzato a causa delle negoziazioni in corso tra i team e la MotoGP, ma nel paddock la questione viene considerata sostanzialmente chiusa. Ducati e Márquez si muovono già come partner destinati a restare insieme a lungo, ben oltre la carriera agonistica dello spagnolo.

A sua immagine e somiglianza

Negli ultimi mesi le sue condizioni fisiche avevano riacceso interrogativi pesanti. Prima il lungo recupero dopo il problema alla spalla destra accusato in Indonesia nel 2025, poi il nuovo infortunio al piede destro dopo la caduta di Le Mans. Episodi che hanno alimentato il solito dibattito: Márquez è ancora in grado di reggere una stagione completa ai massimi livelli? La risposta che filtra da Borgo Panigale è sì. E soprattutto: Ducati vuole costruire il proprio futuro commerciale anche intorno alla sua immagine.

La scoperta, dopo i test di Jerez, della vite che comprimeva il nervo radiale aveva già tranquillizzato il team italiano. Una conferma importante del fatto che la situazione fisica non fosse compromessa come qualcuno sosteneva. Nemmeno la frattura al quinto metatarso rimediata in Francia ha incrinato la convinzione interna che Márquez possa ancora essere centrale nel progetto sportivo ma soprattutto mediatico.

A Le Mans, dopo la caduta nella Sprint, il pilota spagnolo aveva lasciato emergere tutta la frustrazione accumulata. Lacrime, rabbia, tensione. Davanti al dottor Ángel Charte – racconta Marca – ma anche ai vertici Ducati, con Luigi Dall’Igna e Davide Tardozzi accorsi per consolarlo nel box. Più rabbia che paura, però. Perché nel paddock continuano tutti a considerarlo uno dei favoriti per il titolo 2026. Anche Jorge Martín lo indica ancora come il rivale principale nella corsa al mondiale. E Ducati è convinta che il ritorno possa avvenire già al Mugello, pur senza forzature.

Ma il punto centrale è un altro. Ducati non vuole limitarsi a gestire gli ultimi anni di carriera di Márquez: vuole trasformarlo in un simbolo permanente del marchio. Un ruolo da ambasciatore globale, costruito sul peso mediatico del personaggio, sulla sua riconoscibilità e sulla capacità di attirare sponsor, tifosi (magari non quelli vecchi) e mercati internazionali.

Modello Stoner

A Borgo Panigale non considerano un problema il fatto che Marc abbia conquistato sei titoli MotoGP con Honda. Anzi. Il modello è già chiaro: Casey Stoner, rimasto legato a Ducati anche dopo il ritiro nonostante il mondiale vinto successivamente con Honda. Per questo il nuovo contratto biennale è stato costruito come una base stabile. Márquez inizialmente avrebbe preferito una formula 1+1, più flessibile, soprattutto per tutelarsi in caso di nuovi problemi fisici. Ducati però ha insistito su un accordo più lungo, anche per evitare effetti a catena sugli altri piloti del progetto, da Pedro Acosta a Fermín Aldeguer fino al team VR46 Racing Team.

Le clausole di uscita restano comunque presenti. Márquez ha voluto garantirsi la possibilità di fermarsi se il fisico dovesse tornare a presentare il conto. Ducati, dal canto suo, avrebbe già assicurato pieno rispetto per qualsiasi decisione futura.

Intanto resta sullo sfondo anche la questione sponsor. L’ipotesi di un ingresso di Red Bull accanto al team ufficiale Ducati continua a circolare, vista la storica vicinanza con Márquez. Ma al momento Borgo Panigale non sembra intenzionata a rompere l’equilibrio con Monster Energy, legata al team fino al 2027.

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