Lukaku: “Napoli? Mi resta un anno di contratto. Non sono il tipo che chiede di partire”

Dal Belgio: "I media italiani hanno esagerato. Non sono venuto in Belgio in vacanza. Volevo tornare il più rapidamente possibile alla mia versione migliore”

Lukaku: “Napoli? Mi resta un anno di contratto. Non sono il tipo che chiede di partire”

Mg Verona 28/02/2026 - campionato di calcio serie A / Hellas Verona-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Romelu Lukaku

Romelu Lukaku, convocato dal Belgio per il Mondiale negli Stati Uniti, Canada e Messico, ha parlato della sua situazione al Napoli e di come si sente in questo momento. Le sue parole arrivano a RTBF, la Radio Télévision Belge de la Communauté Française, cioè il servizio pubblico radiotelevisivo francofono del Belgio. In pratica è l’equivalente della RAI, ma per la parte francofona del Paese.

Le parole di Lukaku

Partendo dal Napoli:

Mi dà un po’ fastidio il modo in cui alcuni media italiani hanno presentato le cose. Hanno esagerato. Non sono venuto in Belgio in vacanza. Volevo tornare il più rapidamente possibile alla mia versione migliore”

Per quanto riguarda il mio rapporto con il Napoli: va tutto bene. Si capisce perché ho agito in quel modo. Il mio amore per il club resta intatto. Mi resta un anno di contratto, sono un giocatore del Napoli. Non sono il tipo che chiede di partire.”

E ancora: “Mi sento sempre più in forma. Sto meglio rispetto a prima del Mondiale 2022, non avrei dovuto andare in Qatar all’epoca.”

Lukaku

Su Nazionale e Mondiale

Big Rom parla anche del suo futuro in Nazionale:

“Dopo questo Mondiale voglio ancora giocare almeno altri 2 grandi tornei. Ho sempre la stessa voglia. Mi prendo cura di me per poter giocare a lungo. Voglio continuare fino al Mondiale 2030, avrò allora 37 anni. Dopo, sarà finita. Con la nazionale stiamo facendo di tutto per farmi ritrovare il ritmo. Verranno organizzate partite appositamente per me. Non parto pensando di essere già titolare, sarebbe completamente folle.”

Infine non manca un passaggio su Domenico Tedesco, ex ct del Belgio e le sue convocazioni:

“Alla sua prima convocazione, ero seduto accanto a Thibaut (Courtois), ci siamo guardati attorno e non conoscevamo quasi più nessuno. Era stato un cambiamento troppo radicale. E, dal punto di vista tattico, non funzionava. Avremmo dovuto scegliere un altro selezionatore. I giocatori avevano proposto il nome di Thierry Henry dopo il Qatar. Era l’uomo giusto. Conosce bene il livello e ci avrebbe ricordato le nostre responsabilità, ma vabbè…”