Luis Enrique e la sua divergenza anche fuori dal campo: invita i calciatori al suo compleanno e non si presenta

Lo racconta il Parisien. "Ha prenotato per il suo 56esimo compleanno un tavolo a Parigi a 'Prunier', un noto ristorante. Un piccolo dettaglio: lui non era presente"

Luis Enrique e la sua divergenza anche fuori dal campo: invita i calciatori al suo compleanno e non si presenta

2023 archivio Image Sport / Calcio / Paris Saint Germain / Luis Enrique / foto Imago/Image Sport ONLY ITALY

Luis Enrique continua a comportarsi come uno che non ha nessuna voglia di rientrare nella grammatica normale dell’allenatore: organizza una cena per il proprio compleanno e poi non si presenta, lasciando che i giocatori del Psg festeggino lui senza di lui; guarda le partite dagli spalti o dalla tribuna per avere una prospettiva più ampia, idea che lui stesso ha collegato al rugby; costruisce dettagli tattici quasi provocatori, come la scelta di indirizzare certe rimesse laterali del Bayern per togliere campo a Michael Olise nella semifinale di Champions. Eppure è un allenatore “centrale” perché oggi, paradossalmente, quella sua divergenza è diventata moda, metodo. Tendenza! Più di Guardiola, almeno in questo momento: perché Guardiola è ormai “sistemico”, mentre lo spagnolo è imprevedibile. Una viva anomalia.

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E pensare che in Italia lo avevamo archiviato quasi come un corpo estraneo, se non proprio come un equivoco. Alla Roma sembrava uno arrivato troppo presto, troppo rigido, troppo convinto delle proprie idee per un ambiente che voleva risultati e invece si ritrovava esperimenti, possesso. Nel 2012 una parte della tifoseria contestò squadra e tecnico fuori dall’Olimpico, mentre il suo anno romanista sarebbe rimasto a lungo nella memoria italiana come un fallimento più che come un laboratorio. La forza vera del tecnico è quella di creare un gruppo a partire dall’assenza di stelle. Non è un caso che il Paris sia diventato ciò che è oggi senza Mbappé-Messi-Neymar. Le Parisien racconta proprio questo: il Psg continua a festeggiarlo anche quando lui non c’è, perché ormai tutti sanno che l’artefice è lui.

Luis Enrique l’anomalia viva: a Parigi festeggiano il suo compleanno senza di lui

Le Parisien racconta che, dopo la qualificazione alla finale di Champions League ottenuta a spese del Bayern Monaco (e grazie a Kvaratskhelia ndr), i giocatori del Paris Saint-Germain hanno continuato a festeggiare. Dopo aver celebrato il traguardo a Monaco il giorno precedente, si sono ritrovati giovedì sera in un ristorante elegante del 16esimo arrondissement di Parigi, il Prunier, non lontano dall’Arco di Trionfo: una “casa del caviale” dove si servono frutti di mare e piatti raffinati, in una location di prim’ordine nel cuore di un quartiere chic parigino. Spiega il quotidiano:

“Ha quindi prenotato un tavolo al ristorante Prunier, non lontano dall’Arco di Trionfo, una “casa del caviale” dove si possono gustare frutti di mare e molti altri piatti raffinati. Una location di prim’ordine in un quartiere chic parigino, a testimonianza dell’importanza della serata. Un piccolo dettaglio, però: l’allenatore spagnolo non era presente. I giocatori del Paris Saint-Germain hanno quindi festeggiato il compleanno del loro mister senza di lui, cogliendo l’occasione per rimanere al settimo cielo e continuare a commentare la magica serata trascorsa a Monaco.”

Le Parisien sottolinea che tutti, dentro il club, sanno bene quanto Luis Enrique sia l’artefice principale di questo successo. Carismatico, instancabile lavoratore e genio tattico, l’ex allenatore del Barcellona ha plasmato il Psg a sua immagine e somiglianza, portandolo alla seconda finale consecutiva di Champions League. Con meno stelle ma con un gruppo molto più coeso, il tecnico di Gijón ha costruito una vera macchina da guerra, quella che lui stesso ha definito mercoledì “la squadra più forte degli ultimi tre anni”.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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