Le atroci sofferenze di Maradona: “È morto dopo almeno 12 ore di agonia”
La perizia di uno dei medici legali ha riscontrato tutti i segni di una sofferenza prolungata. Gli imputati rischiano 25 anni di carcere per omicidio

People hold a banner with the image of late Argentine soccer legend Diego Armando Maradona in Buenos Aires, Argentina, on April 14, 2026. A new trial against medical professionals facing accusations of negligence in connection to the 2020 death of the global icon is set to start. (Photo by Matias Baglietto/NurPhoto) (Photo by Matías Baglietto / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
Ogni volta è come mettere le mani in una ferita. E quella ferita si riapre, si ri-spalanca, ora che il processo per la morte di Diego Maradona è ripartito in Argentina (il precedente processo è stato annullato dopo due mesi a seguito della ricusazione di un giudice, che aveva partecipato involontariamente a una serie di documentari sul caso). Ricordiamo che ci sono sette operatori sanitari imputati, accusati di “omicidio premeditato” per la negligenza che avrebbe portato alla morte Maradona tra atroci sofferenze. Queste ultime sono state evidenziate dalla perizia di un medico legale, Carlos Casinelli, che ha esaminato il corpo di Maradona nel suo letto e che poi ha partecipato all’autopsia. Ne scrive Le Parisien, tra gli altri.
12 ore di agonia
Il dottor Casinelli afferma che Maradona potrebbe aver sofferto per “circa 12 ore” prima di morire da solo, nel suo letto d’ospedale nel 2020. Edema cerebrale, coaguli di sangue nel cuore, versamento pleurico, edema diffuso generalizzato, segni di ipossia (mancanza di ossigeno nelle cellule): “Questi sono i segni di un’agonia prolungata, non improvvisa”, ha testimoniato al processo. “Quanto è durata l’agonia? Non saprei dirlo con precisione. All’epoca, abbiamo stimato circa 12 ore di agonia”.
Precedentemente, un altro medico che ha collaborato all’analisi del corpo di Diego, il dottor Federico Corasaniti, aveva già menzionato durante il processo alcuni segni sul cuore di Maradona, suggerendo “un’agonia prolungata”.
Gli imputati rischiano 25 anni di carcere
Il giornale francese spiega che la durata effettiva di un’eventuale agonia “è una questione centrale nel processo, in quanto correlata alle cure ricevute da Maradona presso la residenza privata dove si stava riprendendo nel novembre 2020, dopo un intervento di neurochirurgia di routine per un ematoma subdurale. È morto lì a causa di una crisi cardiorespiratoria associata a edema polmonare”.
La difesa di alcuni degli imputati infatti contesta proprio lo scenario di una prolungata agonia, che a loro avviso è incompatibile con la morte di un corpo debilitato da eccessi e dipendenze.
Gli imputati rischiano fino a 25 anni di carcere. Il processo potrebbe chiudersi a luglio.