Il tempismo imperfetto di Mbappé: ha lasciato il PSG, che senza di lui ha vinto due Champions
Nel calcio il tempismo è tutto, e quello di Kylian sembra essere stato perfetto al contrario. Lui quella Champions tanto sognata continua a guardarla da lontano. Storia di un addio dal tempismo imperfetto.

Real Madrid's French forward #10 Kylian Mbappe sits on the bench during the UEFA Champions League, round of 16 second leg football match between Manchester City and Real Madrid at the Etihad Stadium in Manchester, north west England, on March 17, 2026. Paul ELLIS / AFP
C’è una domanda che pesa più di ogni cifra d’ingaggio: quando è il momento giusto per andarsene? Il caso di Kylian Mbappé al Real Madrid è la risposta più crudele. Perché il francese ha lasciato il PSG inseguendo il club più glorioso del mondo e il sogno della Champions, e proprio da quel momento il PSG ha cominciato a vincerla — non una, ma due volte di fila. Senza di lui.
L’addio a parametro zero e il sogno mancato
Per sette anni Mbappé è stato il volto, il trascinatore e il recordman del PSG: sei campionati francesi, il titolo di miglior marcatore di sempre del club, numeri da fenomeno assoluto. Gli è mancata solo una cosa, l’unica che voleva davvero: la Champions League con la maglia di Parigi. Così, dopo mesi di voci e tensioni, ha scelto di partire a parametro zero per il Real Madrid, rinunciando a vincere l’Europa proprio con la squadra costruita attorno a lui. La beffa è arrivata puntuale: il PSG quella Coppa l’ha alzata appena dopo il suo addio.
Luis Enrique l’aveva previsto
La parte più sorprendente è che qualcuno l’aveva annunciato. Luis Enrique aveva spiegato, tra l’ironia generale, che il suo PSG sarebbe diventato più forte proprio senza il miglior giocatore del mondo. Aveva immaginato una squadra più giovane, un gioco da collettivo fluido e non più appeso alle giocate delle superstar. Ed è andata esattamente così: i parigini hanno smesso di essere i “Galacticos 2.0” e sono diventati una macchina, capace di battere il Bayern e arrivare in finale “come una bomba”, senza Mbappé. Anzi, alla fine il PSG senza Mbappé, Messi e Neymar ha vinto la Champions e ha pure risolto i suoi problemi economici. Una squadra in cui si sono presi un posto nella storia ragazzi come Dembélé, Doué, Barcola, Vitinha — e il nostro Kvaratskhelia.
Mbappé al Real Madrid, e i trofei che non arrivano
E lui? Mbappé continua a fare quello che gli riesce meglio, segnare con una costanza disarmante. Ma l’avventura spagnola è stata fatta di equivoci tattici, infortuni, polemiche e promesse mancate: i trofei pesanti non sono arrivati, solo qualche coppa minore mentre il PSG diventava la squadra più forte del pianeta. Non a caso in Spagna c’è chi non gli ha risparmiato critiche durissime, come quando Arbeloa lo ha attaccato: “Dal Real si esce con la maglia piena di fango e sudore, non come uno smoking”. E mentre lui rincorre, è stato un altro — Dembélé — a prendersi quel Pallone d’Oro che Mbappé insegue da una carriera.