Il flop del canale ufficiale della Ligue 1 è un avviso anche all’Italia
L'Equipe: "Ricavi e abbonamenti ben al di sotto delle aspettative iniziali e i club hanno guadagnato di meno". In Serie A, l'accordo con Dazn è comunque una soluzione di stabilità. Mettersi in proprio è difficile

Db Torino 24/09/2023 - campionato di calcio serie A / Torino-Roma / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Dazn
La crisi dei diritti televisivi nel calcio europeo continua a mostrare segnali sempre più evidenti di rallentamento. In Francia, secondo quanto riportato da L’Équipe, il nuovo canale della Ligue 1, Ligue1+, si sta rivelando un insuccesso commerciale, con ricavi e abbonamenti ben al di sotto delle aspettative iniziali.
In Francia il canale della Ligue 1 è un flop
Il progetto, nato dopo il fallimento del precedente modello legato ai broadcaster tradizionali, avrebbe dovuto garantire una svolta economica per il calcio francese. Le previsioni parlavano di circa 1,5 milioni di abbonati, ma i numeri attuali si fermerebbero poco sopra il milione. Di conseguenza, i club francesi incasserebbero complessivamente circa 184 milioni di euro a stagione, una cifra nettamente inferiore rispetto al passato e pari a circa un quarto dei ricavi ottenuti nei cicli televisivi precedenti.
La situazione affonda le sue radici nel 2018, quando il gruppo Mediapro si aggiudicò i diritti della Ligue 1 con un’offerta vicina agli 800 milioni di euro annui. L’accordo, però, si rivelò insostenibile e si concluse con il mancato pagamento e l’uscita anticipata del broadcaster, aggravata anche dagli effetti della pandemia. Da quel momento, il sistema dei diritti TV francesi non è più riuscito a stabilizzarsi, passando per soluzioni temporanee fino alla scelta di un canale gestito direttamente dalla Lega.
Secondo L’Équipe, anche i prezzi degli abbonamenti, considerati relativamente accessibili, non sarebbero stati sufficienti a generare un bacino di utenti adeguato a sostenere il progetto. Il risultato è un ritorno economico molto inferiore alle attese e costi di gestione che pesano ulteriormente sui bilanci dei club.
Conviene crearne uno in Italia?
Il caso francese viene letto come un segnale più ampio della trasformazione del mercato dei diritti televisivi del calcio, ormai lontano dall’idea di una crescita costante e inarrestabile. La concorrenza tra broadcaster tradizionali e piattaforme digitali si è ridotta, mentre gruppi come Dazn restano tra i pochi attori ancora attivi su larga scala, accanto a operatori come Amazon e Apple che però partecipano in modo selettivo.
Il modello del “canale della Lega”, spesso evocato anche in Italia, viene così messo in discussione. In Serie A, infatti, l’attuale accordo con Dazn è considerato dagli operatori del settore una soluzione di stabilità fino al 2029, nonostante le critiche ricevute per durata e condizioni economiche. Tuttavia, il prossimo ciclo di assegnazione dei diritti, che inizierà a essere discusso già nei prossimi mesi, potrebbe aprire scenari di riduzione complessiva dei ricavi, con stime che parlano anche di un possibile calo del 30-40%.