Il Como è in Champions perché sa spendere i suoi soldi. Milan e Juve sono fuori perché i soldi li sprecano
Ha speso tanto, è vero. Ma Milan e Juventus hanno speso di più. Douvikas è costato un quarto di Koopmeiners, Baturina la metà di Jashari. E poi c'è Nico Paz

Dc Roma 19/01/2026 - campionato di calcio serie A / Lazio-Como / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: esultanza gol Nico Paz
Il Como ha un sacco di soldi, dice al bar il tuttologo se ancora i bar li frequentasse. Ma sui social la solfa quella è: il Como in Champions non è una “favola”, è una solida realtà fondata sul danaro della sua proprietà indonesiana (la famiglia Hartono). Certo. Ma la portata dell’evento non va banalizzata così. Va pesata per contrasto: il Como è in Champions, il Milan e la Juventus no. E non perché ha più soldi, ma soprattutto perché li ha spesi molto meglio: ha speso 110 milioni in estate, il Milan 157, la Juventus 136. C’è evidentemente un rapporto di causa-effetto circolare che nei numeri è abbastanza palese.
Prendiamo come fonte Transfermarkt, e diamo un’occhiata ai principali acquisti delle ultime due stagioni: il percorso che ha portato alla volata dell’ultima giornata. Il raffronto è a tratti impietoso.
58 milioni di per Koopmeiners
Il Milan ha comprato Nkunku per 37 milioni di euro, la Juventus ha speso 58,40 milioni Koopmeiners, il Como ha preso solo 14 milioni per Douvikas.
Il Milan ha comprato Jashari per 36 milioni, la Juve investito su Conceição 32,00 milioni, il Como Baturina l’ha pagato 18 milioni.
Il Milan ha speso 30,30 milioni per Gimenez (e 23 per Ricci, e altri 20 per De Winter), la appena due anni fa prese Douglas Luiz per 51,50 milioni; Al Como Máximo Perrone è costato 13 milioni, e
Assane Diao appena 12.

Il plastico di Nico Paz
Gli esempi sono tantissimi. E poi c’è Nico Paz: praticamente un plastico di come il Como usa i suoi soldi invece di puntarli sul mercato come fosse una roulette. Nico Paz giocava nel Castilla (la squadra B del Real Madrid), ma aveva già giocato e segnato in prima squadra, in Champions League, con Carlo Ancelotti. Non era uno sconosciuto.
E l’operazione non si è concretizzata con un banale prestito, ma con un acquisto a titolo definitivo. Per strapparlo agli spagnoli, il Como ha accettato condizioni contrattuali molto particolari, una prassi standard che il Real Madrid applica per mantenere il controllo sui suoi canterani più promettenti. Ha versato nelle casse del Real circa 6 milioni di euro per l’acquisto immediato concedendo al Real il 50% degli incassi su qualsiasi potenziale futura cessione da una terza squadra. Ma i Blancos si sono anche riservati il diritto esclusivo di riacquistarlo a cifre fisse e prefissate al rialzo: se Mourinho lo richiamasse alla base quest’estate il Como incasserebbe solo 9 milioni di euro.
Ma questa formula ha permesso al Como di godersi uno dei migliori talenti d’Europa a un prezzo di saldo. In pratica ha fatto da “vetrina”, garantendosi una piccola – e sicura – plusvalenza netta, e soprattutto due stagioni di Nico Paz in campo, che si sono tradotti in una qualificazione Champions. Eccola, in numeri, la “favoletta” del ricchissimo Como.