De Bruyne aspetta Allegri: “Mi avevano promesso un certo calcio”. Ora tocca a Max

Repubblica racconta che il belga vuole chiarezza sul progetto tattico prima di decidere: adesso ritroverà Massimiliano Allegri, che dovrà rassicurarlo sul ruolo.

De Bruyne aspetta Allegri: “Mi avevano promesso un certo calcio”. Ora tocca a Max

Napoli’s Scottish midfielder #08 Scott McTominay celebrates with Napoli’s Belgian midfielder #11 Kevin De Bruyne after scoring a goal during the Italian Serie A football match between Parma Calcio 1913 and SSC Napoli at the Ennio Tardini Stadium in Parma on April 12, 2026. MARCO BERTORELLO / AFP

C’è un filo che lega il futuro di Kevin De Bruyne non a un’offerta o a una cifra, ma a una questione di campo. Il belga, racconta Repubblica, ha legato la sua decisione a quello che il Napoli farà a livello tattico, e prima di scegliere vuole un faccia a faccia con il club e con il nuovo allenatore, Massimiliano Allegri. È un capitolo nuovo della vicenda che avevamo già aperto raccontando come De Bruyne sia diventato la prima grana di Allegri.

La promessa non mantenuta

Il cuore del malessere è una promessa tradita.

“Conte, che con De Bruyne non ha mai legato. Un primo indizio arrivò a settembre, dopo la sostituzione del belga a San Siro contro il Milan: l’ex Manchester City non gradi il cambio e Conte fu abbastanza lapidario: «Spero sia contrariato per il risultato, altrimenti ha trovato la persona sbagliata». Il caso poi rientrò, ma la sensazione di un mancato feeling no”

Le parole di De Bruyne, riportate dal quotidiano, sono nette: “Ho ancora un anno di contratto, ma voglio avere un confronto. Mi è stato promesso che avremmo giocato in un certo modo, ma poi si è concretizzato poco, e di questo mi è dispiaciuto”.

Tradotto: il belga si sentiva garantito un certo tipo di calcio, e non l’ha avuto. Un rimpianto che spiega la freddezza dell’ultima stagione e che rende il confronto estivo decisivo per capire se resterà.

Il gelo con Conte, fin da San Siro

A pesare è stato soprattutto il rapporto mai sbocciato con Antonio Conte. Repubblica ricostruisce un primo indizio risalente a settembre, dopo la sostituzione del belga a San Siro contro il Milan:  De Bruyne non gradì il cambio, e Conte fu lapidario — “Spero sia contrariato per il risultato, altrimenti ha trovato la persona sbagliata”. Il caso rientrò, ma il mancato feeling no. È la stessa frattura che ci aveva portato a chiederci cosa sarebbe stato se De Bruyne fosse stato De Bruyne, in un Napoli che fatica a riconoscere i propri fuoriclasse.

La carta Allegri: il ruolo di mezzala

Ed è qui che entra Allegri, che con De Bruyne ha un conto in sospeso positivo: avrebbe già dovuto allenarlo la scorsa stagione, quando il belga era il suo regalo prima del dietrofront di Conte.

“Ritroverà Max Allegri, che lo avrebbe gia dovuto allenare nella scorsa stagioneToccherà all’allenatore livornese tranquillizzare il belga sul suo ruolo all’interno del Napoli e sul progetto tattico che lo vedrà centrale in una posizione (quella di mezz’ala) a lui più congeniale. Se ne riparlerà, ovviamente, dopo il Mondiale”.

È l’idea di un Napoli che riparte dal 4-3-3, in cui il belga potrebbe avere le chiavi del gioco offensivo, proprio come Allegri ha sempre fatto con i suoi registi avanzati.