Cristiana Dell’Anna: “Io ed Emanuele ci siamo conosciuti prima di una partita del Napoli, otto anni fa”
L'attrice napoletana si racconta in un'intervista al Corriere della Sera. Tra Napoli, Los Angeles, la casa di produzione N41 studios e l'amore con Emanuele Scamardella, conosciuto prima di una partita del Napoli

Cristiana dell'Anna attends the photocall for ''La Coda del Diavolo'' at Cinema Barberini in Rome, Italy, on November 11, 2024 (Photo by Domenico Cippitelli/NurPhoto). (Photo by Domenico Cippitelli / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
Cristiana Dell’Anna è una delle attrici napoletane più in vista del momento. Quarant’anni, nata a Napoli, è diventata popolare con il ruolo di Patrizia in Gomorra tra il 2016 e il 2019. Da lì in poi ha lavorato con Paolo Sorrentino (È stata la mano di Dio), con Mario Martone (Qui rido io), ha conquistato il pubblico mondiale con la serie britannica A taste for murder (BritBox), e ha interpretato la suora missionaria Francesca Saveria Cabrini nell’omonimo film del 2024. Dal 10 giugno è su Netflix con la seconda stagione di Storia della mia famiglia di Claudio Cupellini e Marco Danieli, accanto a Vanessa Scalera, Massimiliano Caiazzo, Eduardo Scarpetta, e con la new entry Sergio Castellitto.
Negli ultimi mesi si è divisa tra Italia e America, esploratrice felice. A Roma ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera (firma di Silvia Fumarola) in cui ha raccontato il suo rapporto con Napoli, la trasferta a Los Angeles, e soprattutto la storia d’amore con il marito Emanuele Scamardella — diplomatico, ex Communication project manager dell’Università di Siena, che ha conosciuto in modo molto napoletano: prima di una partita del Napoli.
La storia con il marito Emanuele Scamardella
Alla domanda della giornalista su come ha conosciuto Scamardella — definito “una storia d’amore da film” da chi conosce la coppia — l’attrice ha risposto così:
“Ci siamo conosciuti prima di una partita del Napoli, otto anni fa. Siamo dovuti andare a mangiare una pizza con amici e siamo rimasti in contatto. A Natale dovevo andare negli Stati Uniti, lui in Iran. Mi ha chiesto: “Perché non mi raggiungi e visitiamo insieme Persepoli?”. Il 2 gennaio ero lì. L’ho sposato a settembre, ora è proiettato verso la carriera diplomatica, ha lavorato come Communication project manager per l’Università di Siena”.
Un incontro che ha tutti gli elementi del racconto napoletano: la partita di calcio del Napoli, la pizza con gli amici dopo. E un seguito quasi romanzesco — Persepoli a Capodanno, le nozze a settembre. L’attrice ha aggiunto poco dopo, parlando dell’equilibrio raggiunto con il marito: “Con Emanuele ho coronato un sogno. Abbiamo una casa in Toscana, con un bel terreno, tre cant… Sto bene”.
Napoli resta “il mio amore”, ma “bisogna allargare lo sguardo”
A chi le ha chiesto se si sente legata alle radici nonostante la grande mole di viaggi (Italia, Londra, Los Angeles), Cristiana Dell’Anna ha risposto con una frase che diventerà la sintesi della sua filosofia:
“Da sempre Napoli resta il mio amore, ma bisogna allargare lo sguardo”.
Una frase che racconta la sua biografia recente. Si è trasferita a Los Angeles dopo il film Cabrini, ha fondato con il marito una casa di produzione — la N41 studios — il cui nome, ha spiegato all’intervistatrice, viene dal 41° parallelo che unisce idealmente Napoli a New York. Una scelta editoriale prima ancora che imprenditoriale.
Sull’esperienza americana ha detto al Corriere: “L’America è dura, un oceano pieno di squali: devi tuffarti e vincere la paura. Se resti a casa non succede niente. È un Paese che dà opportunità, cerca idee nuove. Poi, certo, ci sono anche le brutture. Ma se dai tanto, ti restituisce. Guardi il successo di Francesco De Carlo, ora al Tonight Show di Jimmy Fallon. Lui è la prova che se lavori bene, l’America ti ripaga. Bisogna rischiare e mettercela tutta”.
La carriera, Gomorra e i progetti rifiutati
L’attrice è cresciuta a Napoli, mamma insegnante, famiglia inizialmente contraria al mestiere d’attrice. Si era iscritta a Medicina, poi ha lasciato. È bilingue, ha imparato l’inglese a Londra dove ha frequentato un corso su William Shakespeare a vent’anni.
Su Gomorra — il ruolo che le ha aperto le porte del successo — ha detto al Corriere della Sera: “Per tutti ero Patrizia, il personaggio è rimasto impresso. Dopo, camorriste tante avvocate. Ci sono talmente tante sfumature, tante donne da raccontare”. E ha raccontato anche di aver rifiutato molti progetti pur di scegliere storie di valore: “Ho detto e ricevuto tanti no, ho rifiutato progetti che potevano darmi la sicurezza economica, ci sono le bollette da pagare. La strategia è stata scegliere storie di valore. Non ho scelto di recitare per diventare famosa. Tutto conta, ma avevo in testa un percorso”.
Su Netflix dal 10 giugno
Dal 10 giugno Cristiana Dell’Anna è su Netflix con la seconda stagione di Storia della mia famiglia, sequel della serie ideata da Filippo Gravino e firmata da Claudio Cupellini e Marco Danieli. Una serie italiana di alto profilo che — racconta l’attrice — funziona perché “tratta sentimenti universali, ognuno può riconoscersi e ognuno, nei personaggi, ritrova qualcosa di sé, delle proprie emozioni”.
E intanto la N41 studios cresce — quel nome che, dal 41° parallelo, racconta la traiettoria di un’attrice che da Napoli ha allargato lo sguardo fino a Los Angeles. Senza dimenticare che il primo incontro con l’uomo che oggi è suo marito è successo proprio così, in modo semplice e bellissimo: prima di una partita del Napoli.