Conte voleva l’impossibile, voleva l’unità

POSTA NAPOLISTA - Di Fabrizio Centofanti. Bisogna adattarsi alla realtà, soprattutto se ti danno tanti soldi. Incassa e zitto. Nei sogni non crede più nessuno

Conte voleva l’impossibile, voleva l’unità

Cm Bergamo 22/02/2026 - campionato di calcio Serie A / Atalanta-Napoli / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Antonio Conte

Conte e il paradiso

Conte voleva l’impossibile, voleva l’unità. Che pretese! dirà subito qualcuno. Bisogna adattarsi alla realtà, soprattutto se ti danno tanti soldi. Incassa e zitto. Non credo che Conte abbia pensato ai soldi, perché già ce n’ha. Piuttosto aveva un sogno, condiviso con la sua famiglia. Far coincidere il bello con il buono, il paradiso della natura con quello del successo. Napoli con la vittoria. Il problema è che nei sogni non ci crede più nessuno: tutto ha un prezzo, il gratuito non esiste. Ma il buono e il bello sono gratis.

Pagelle conte Conte a Dazn

Conte voleva il paradiso in terra

Antonio andrà a penare con l’Italia, nell’inferno dell’incompiuto e del precario. Napoli era la compiutezza, l’unità, il sogno di mettere insieme tutt’e cose. Che pretese! Non si poteva accontentare del secondo posto, di un mercato possibile, di una lotta per i prossimi trofei? No, Conte voleva l’impossibile, la compattezza, l’unità, il paradiso sulla terra. Perché il paradiso è unione, l’inferno è divisione, la critica di troppo, l’incontentabilità con cui il mediocre rovina sempre la festa in cui non crede. Conte ha rinunciato al sogno. Il paradiso può attendere, e non sarà più Napoli. Peccato.
Fabrizio Centofanti