Caro Ranieri, dove hai fatto Natale ti fai anche Pasqua (a proposito della Nazionale)

Ora si candida alla Nazionale dopo il no dello scorso anno. Ma noi non gli perdoneremo mai di averci lasciato nelle mani di Gattuso. A Sky Sport: "Dissi di no nel giugno scorso perché ero impegnato con la Roma. Dirigente o allenatore? Non lo so, se vieni chiamato devi rispondere sì e basta."

Caro Ranieri, dove hai fatto Natale ti fai anche Pasqua (a proposito della Nazionale)

Cm Torino 25/05/2025 - campionato di calcio serie A / Torino-Roma / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Claudio Ranieri

C’è un tempo per tutto. E il tempo è tutto. Ci sono i momenti in cui vanno prese delle decisioni. Poi, però, per dirla alla Fiorella Mannoia, il tempo non torna più. Almeno nei Paesi che vivono l’attuale presente (quindi non è il caso dell’Italia). Claudio Ranieri ha avuto la sua grande occasione. E anche noi l’abbiamo avuta: avere lui alla guida della Nazionale (noi del Napolista lo abbiamo detto in tempi sospetti). Però poi lui si fece prendere dal romanismo. Non se la sentì di inimicare i romanisti che poi lo hanno sbolognato come se fosse un ferro vecchio. È anche giusto così. Chi sbaglia, paga. E ne paga le conseguenze. Il no di Ranieri alla Nazionale è uno di quegli affronti che non si dimentica, anche perché  ci ha lasciati nelle mani di Gattuso. Mai glielo perdoneremo. Mai.

Le parole di Ranieri

Che cosa fa adesso Ranieri? Si autocandida alla guida della Nazionale.
“Dissi di no nel giugno scorso perché ero impegnato con la Roma e non potevo avere due lavori, a questo punto sono libero, per cui mai dire mai. Dirigente o allenatore? Non lo so, se vieni chiamato devi rispondere sì e basta.”
Beh, più chiaro di così.

 Su Psg-Bayern

Ormai un parere su quella partita l’hanno chiesto pure ai sassi, quindi non poteva mancare:

“Siamo italiani per cui critichiamo sempre. Però io mi sono divertito molto, vedere due squadre che attaccavano e se le davano di santa ragione, con azioni e con grandi campioni e a una velocità pazzesca. Qualcuno ha criticato le difese, ma io non sono d’accordo. Quando giochi contro quei tipi di giocatori, con l’uno contro uno, ti capita di pensare poco, tanto che nella gara di ritorno Luis Enrique faceva raddoppiare sugli esterni le ali avversarie. Certo, il calcio lo seguo sempre e dobbiamo risollevarci, perché non è possibile stare così lontano dai grandi eventi.”

Chissà se, con Allegri e Conte e un futuro tutto da scrivere, alla fine non si vada proprio a bussare alla porta di Sir Claudio. La porta sarebbe indubbiamente aperta.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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