Tra Allegri e il Milan si rischia di finire in tribunale

Prima di sedersi sulla panchina del Napoli, Allegri deve chiudere il divorzio dal Milan. Franco Ordine su Il Giornale, scrive del braccio di ferro tra pec inviata in ritardo e richiesta di buonuscita

Tra Allegri e il Milan si rischia di finire in tribunale

As Napoli 06/04/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Milan / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri

L’arrivo di Allegri al Napoli è una formalità annunciata, ma resta appeso a un filo che si chiama Milan. Il capitolo finale tra il tecnico e il club rossonero, racconta Franco Ordine su Il Giornale, è ancora più tormentato dei mesi vissuti a Milanello: c’è di mezzo una risoluzione contrattuale che entrambe le parti vogliono, ma su cui giocano resistenze opposte. E finché quel nodo non si scioglie, il Napoli può solo attendere l’ufficialità.

I numeri del divorzio

Il cuore della trattativa sono le cifre. Allegri ha un contratto da 5,5 milioni netti per un anno, e sul tavolo c’è un’offerta di buonuscita minima da 500mila euro per chiudere subito. Per il Milan, però, il sentiero è stretto: il costo lordo dell’ingaggio del tecnico e del suo staff ammonta a 14 milioni, e risparmiarne anche solo la metà significherebbe coprire lo stipendio del prossimo allenatore. A complicare tutto c’è un vuoto di potere a casa rossonera: manca, scrive Ordine, una figura con pieni poteri decisionali capace di trattare su un tema così sensibile per il bilancio. Non sorprende, vista la polveriera in cui il Milan è precipitato in questa stagione.

Intanto Allegri non è ancora andato a Milanello “per liberare l’armadietto dello spogliatoio e la camera a lui assegnata con tutti i bagagli lasciati il pomeriggio di Milan-Cagliari prima di recarsi a San Siro”

La chiusura traumatica e il rischio causa

A irrigidire la posizione di Allegri ci sono le modalità dell’addio. Il Giornale parla di “modalità brutali adottate dal club rossonero” e di una “chiusura traumatica del rapporto di lavoro”:

“il comunicato del licenziamento, firmato dal fondo RedBird, è stato reso pubblico lunedì 25 maggio intorno alle 18 senza alcun contatto diretto con l’interessato, informato dai media, mentre la mail pec indirizzata ad Allegri con la notifica formale dell’esonero è arrivata addirittura quattro giorni dopo offfrendo ai legali di Allegri l’assist per impiantare un’eventuale causa per danni d’immagine” Insomma, il tecnico tiene in pugno il Milan, forte di una gestione del suo esonero a dir poco maldestra, dopo lo sprofondo rossonero che ha travolto anche lui.

Un dettaglio che dice tutto

C’è un particolare che fotografa lo stato dei rapporti: Allegri, rientrato venerdì notte da Pescara — dove aveva partecipato commosso alla cerimonia per ricordare Giovanni Galeone — non sarebbe ancora passato da Milanello per liberare l’armadietto dello spogliatoio. I suoi bagagli, lasciati intatti dal pomeriggio di Milan-Cagliari, sono lì a dire che il distacco non è ancora consumato fino in fondo.