Alcaraz: “a volte vorrei avere più tempo per fare le cose che farebbe un ragazzo della mia età”
A Vanity Fair: "Cerco di non pensare ai 12-15 anni di carriera che mi restano, l'idea mi opprime. Per me la salute mentale è importante"

Db Torino 11/11/2025 - Atp Finals / Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Carlos Alcaraz
Carlos Alcaraz ha rilasciato una lunghissima intervista a Vanity Fair di cui riportiamo un interessante e significativo estratto. Parliamo innanzitutto del giocatore che, nonostante abbia appena 21 anni (classe 2003), 4 titoli del Grande Slam: gli US Open 2022, Wimbledon 2023 e 2024 e il Roland Garros 2024. A questi si aggiungono numerosi titoli ATP (oltre 10), tra cui diversi Masters 1000. È diventato numero 1 del mondo per la prima volta nel 2022, a soli 19 anni, diventando il più giovane della storia a riuscirci. Complessivamente è rimasto numero 1 per circa 36 settimane.
Attualmente però lo spagnolo vive una fase più complessa. Non è fermo per un infortunio gravissimo, ma ha attraversato momenti di stop fisico e soprattutto mentale, con piccoli problemi muscolari e un evidente bisogno di gestione delle energie. Questo lo ha portato a saltare o arrivare non al meglio in tornei importanti della stagione. Come Roma e Parigi.
Alcaraz: “So che ho molta strada da fare, ma vorrei essere anche un ragazzo della mia età”
È andato a Miami per fare festa, come qualcuno ha sarcasticamente suggerito sui social media?
“Beh, penso che oggi bisogna stare molto più attenti a ciò che si dice e a ciò che si fa, perché alla fine siamo umani. È stressante perché devi pensare costantemente a cosa stai facendo, quando lo stai facendo e dove sei. E come tutti abbiamo giorni buoni e giorni cattivi. Ci sono giorni in cui ti svegli e non hai voglia di fare nulla, ma devi comunque uscire, e allora reagisci in modo inappropriato”
Lei è il più giovane ad aver raggiunto questo traguardo, ma anche semplicemente un ragazzo di poco più di vent’anni.
“Non direi che ho le vertigini. So che ho ancora molta strada da fare e cerco di non pensare ai 12 o 15 anni di carriera che mi restano, perché mi opprime. So che sto vivendo una vita da sogno. Ma a volte vorrei avere più tempo per me stesso, per fare le cose che farebbe un ragazzo della mia età.”
Sul tempo libero.
“Col tempo capisci di cosa hai bisogno. Ci sono stati momenti in cui non mi sono fermato, non ho staccato la spina, e questo ha fatto sì che non giocassi bene a tennis, o che mi infortunassi. Oltre al fisico, penso che sia altrettanto importante, se non di più, prendersi cura della propria salute mentale. Ci sono molte persone ossessionate, giustamente, dall’aspetto fisico, ma per me è altrettanto importante prendersi cura della propria mente”.
Alcaraz su Sinner: “Stiamo dimostrando che si può andare d’accordo ed essere rivali”
“Io e Jannik stiamo dimostrando al mondo che possiamo scendere in campo e dare il massimo, mentre altri cercano di farsi del male a vicenda il più possibile, e fuori dal campo essere due ragazzi che vanno molto d’accordo. Ci aiutiamo a vicenda a dare il meglio di noi. Non c’è bisogno di odiarci solo perché vogliamo la stessa cosa. È pur vero però che quando si compete a questo livello, avere un’amicizia molto stretta è complicato. Ma si può fare e io sono a favore”.