A Schenone nessuna domanda sulla riunione del 2 aprile

Nessuna intercettazione con Rocchi lettagli durante l'interrogatorio. Rocchi non ha cambiato idea: continua ad avvalersi della facoltà di non rispondere

A Schenone nessuna domanda sulla riunione del 2 aprile

3DAATHR Milan, Italy. 9th Dec, 2025. Giorgio Schenone FC Internazionale Referee's Delegate discusses with the Referee Felix Zwayer of Germany following the final whistle of the Internazionale vs Liverpool UEFA Champions League match at Giuseppe Meazza, Milan. Picture credit should read: Jonathan Moscrop/Sportimage Credit: Sportimage Ltd/Alamy Live News

La procura di Milano prosegue l’inchiesta sul mondo arbitrale e su eventuale connivenze con le società di calcio al fine di orientare le designazioni arbitrali. In particolare quelle dell’Inter come scritto nel primo comunicato della Procura. Ieri è stato ascoltato come testimone Giorgio Schenone da sei anni addetto agli arbitri della società nerazzurra.

Il Corriere della Sera, con Luigi Ferrarella, scrive nessuna domanda gli è stata posta sulla riunione del 2 aprile 2025 a San Siro per apparecchiare designazioni gradite o sgradite all’Inter.

Nessuna intercettazione di Schenone con Rocchi

Scrive il Corsera:

Nessuna domanda al dirigente dell’inter Giorgio Schenone sul gettonatissimo 2 aprile 2025, cioè sulla data indicata nell’invito a comparire al designatore arbitrale Gianluca Rocchi come l’occasione allo stadio di San Siro dell’ipotizzato reato di «frode sportiva» di Rocchi, «in concorso con altre persone», attorno ai desideri interisti su due arbitri da caldeggiare o da farsi non mandare. Nessuna sua intercettazione con Rocchi lettagli durante l’interrogatorio. Nessun testimone fattogli presente su eventuali incontri con Rocchi sul tema arbitri. Da 6 anni «club referee manager» dell’inter, cioè addetto a interloquire con il referente della «Commissione arbitri nazionale» per i rapporti ufficiali con le società, Schenone entra da testimone nell’ufficio del pm Maurizio Ascione in un piano della Procura reso dai carabinieri off-limits ai giornalisti, e a fine mattina esce sempre da testimone.

Il Corriere ricorda poi che Rocchi non ha cambiato idea ed è sempre dell’idea di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Repubblica invece scrive che l’inchiesta potrebbe allargarsi ad altri nomi anche perché c’è ancora da stabilire chi partecipò a quella riunione. C’è sempre da ricordare la telefonata tra Rocchi e Gervasoni in cui Rocchi si sfoga per pressioni interiste sulle designazioni arbitrali.

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