La narrazione gonfiata del calcio italiano si è scontrata con la realtà

Pirlo fu definito da Ulivieri un predestinato. Abbiamo convinto Dimarco di essere l'erede di Roberto Carlos e Bastoni di avere il Dna di Paolo Maldini. Poi, ci siamo svegliati

Bastoni calcio italiano

Db Milano 16/11/2025 - qualificazioni Mondiali 2026 / Italia-Norvegia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Alessandro Bastoni

La narrazione gonfiata del calcio italiano si è scontrata con la realtà

Abbiamo confuso il calcio con il commercio ambulante, e tra un torrone e l’altro ci siamo venduti l’anima. Hai ragione tu, Napolista, e ha ragione il tuo sdegno. Ringhio Gattuso ha gestito la baracca con la foga di chi deve sbarcare il lunario in fiera, portandosi appresso i fedelissimi, gli “eletti” di una parrocchia che non confessa più nessuno. Gattuso è nella cerchia di Mendes e Mendes è mezzo calcio europeo. Ma il campo, quel rettangolo verde che non sa leggere i social e non guarda le facce, alla fine spoglia tutti. Ci mette nudi davanti a una realtà che chiamiamo sfortuna per non chiamarla mediocrità, per non chiamarla ovvia conseguenza. Scrivere di questa Italia è come recensire un ristorante che espone stelle Michelin sbiadite mentre in cucina si brucia anche l’acqua. E magari ci fanno anche qualche trasmissione televisiva.

Il dramma è culturale, prima che tecnico. Abbiamo convinto Dimarco di essere l’erede di Roberto Carlos e Bastoni di avere il Dna di Paolo Maldini. A forza di scriverlo sui giornali e di urlarlo nei salotti dei social — dove anche il giornalismo è diventato una “cuginanza” di favori e pompature — i ragazzi ci hanno creduto. Ma il talento non si trasmette per osmosi o per titoli di coda. La realtà è che l’Europa ci guarda e ride: se l’anno scorso ne prendi cinque in finale e l’anno dopo inciampi sul Bodo o sul Galatasaray, o non arrivi agli ottavi di Champions, non è un incidente di percorso. È il tuo indirizzo di casa. Ora i giornalisti che godono di rendite di posizione, non tuonano, accomodano.

Nel calcio italiano i competenti si beano della loro solitudine

Poi, c’è questa strana, perversa forma di riconoscenza verso i reduci del 2006, come tu dici. Non dimenticare che Pirlo fu definito da Ulivieri un predestinato. Dov’è Pirlo ora? Sono passati vent’anni, vent’anni di polvere e nostalgia. Quella notte a Berlino c’era Marcello Lippi, un uomo che sapeva di mare e di sigari, non di algoritmi e amici degli amici o se li aveva sapeva scegliere. Oggi la Figc è una struttura piatta, un condominio di uffici dove si preserva il potere invece di coltivare il gioco. Gravina e il suo seguito sembrano asserragliati in un fortino che non ha più né viveri né idee. E per giunta si considerano anche all’altezza della situazione. I competenti si beano della loro solitudine. Claudio Ranieri: Troppo scaltro, troppo “Sir” per farsi sporcare le mani in questa bancarella. Ha declinato con la grazia di chi sa che certi naufragi è meglio guardarli dal molo. E lui era l’unico capace ma è scaltro. Invece, Silvio Baldini è l’anomalia. Un “under the dog” che non predica, ma pratica. Uno che non appartiene al sistema e che, per miracolo o per svista burocratica, sta dando lezioni di dignità con l’Under 21. È la prova vivente che la competenza esiste, ma vive in esilio. Lui che si è sempre ribellato a certe dinamiche ora sta dimostrando che se guardi al merito c’è speranza.

Ieri ci ha buttato fuori Dzeko, un nobile decaduto che corre ancora per necessità, insieme a ragazzini del Salisburgo e onesti mestieranti del Sassuolo. Gente che gioca perché deve, contro gente che gioca perché si crede arrivata.

Finché non cacceremo i mercanti dal tempio e non smetteremo di gonfiare i petti a giocatori che hanno sette gol in canna in un campionato colonizzato dagli stranieri, continueremo a guardare i Mondiali dal buco della serratura. Vent’anni sono un’eternità. Abbastanza per capire che il torrone è finito e che i denti, ormai, ce li siamo rotti tutti.

Scrittore, giornalista e autore teatrale, con una passione profonda per la musica e il calcio, tifoso del Napoli.

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