Il calcio italiano è in mediocrità strutturale, e nessuno che si prenda mezza responsabilità (Marca)
"Uno dei più grandi scandali sportivi nella storia del calcio. L'Italia i giovani talenti ce li ha, solo che non li fa giocare"

Db Zenica 31/03/2026 - spareggio qualificazioni Mondiali 2026 / Bosnia Erzegovina-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: espulsione Alessandro Bastoni
“Che una nazionale quattro volte campione del mondo non si sia qualificata per gli ultimi tre Mondiali è uno dei più grandi scandali sportivi nella storia del calcio”. Anche Marca, come il resto della stampa internazionale, ci va leggerina. L’Italia fuori dal mondiale ha una sua gravità sovranazionale. “Ancor di più – scrive il giornale spagnolo – se si considera come sono stati eliminati: nel 2018, la Spagna li ha mandati ai playoff, dove la Svezia li ha eliminati in una doppia sfida; nel 2022, dopo essere arrivati secondi nel loro girone dietro alla Svizzera, sono stati eliminati dalla Macedonia del Nord a Palermo; e infine, per questa edizione, prima la Norvegia e poi la Bosnia hanno dato il colpo di grazia”.
“Eppure… nessuno si dimette”. Che è l’altra cosa che ovviamente affascina i giornali stranier. “Alla Federazione Italiana Giuoco Calcio nessuno risponde alle proteste che riecheggiano nelle strade d’Italia. Nessuno si assume la responsabilità. Gabriele Gravina non ha avuto il coraggio di farsi avanti dopo la debacle del 2022, il fiasco di Euro 2024… e non l’ha fatto neanche adesso”.
“Sia Gattuso (allenatore) che Buffon (capo delegazione) si erano spinti fino a dire che, se l’Italia non si fosse qualificata per i Mondiali, si sarebbero dimessi. Poche ore dopo l’eliminazione a Zenica, nessuno dei due si è dimesso. La stampa italiana riporta che Gravina ha chiesto loro di restare… e la realtà è che, per ora, hanno accettato e tradito la propria parola”.
“La vera e propria affermazione vergognosa, tuttavia, è arrivata da Gravina quando gli è stato chiesto se temeva che il calcio potesse perdere terreno rispetto al successo di altri sport in Italia, siano essi sport invernali o tennis. “Il calcio è uno sport professionistico; tutti gli altri sport sono dilettantistici”, sono state le parole che hanno scatenato un’ondata di indignazione nel Paese”.
Per Marca “l’Italia ha molti giovani talenti, ma riuscire a farli giocare è tutt’altra cosa. Degli Azzurri che si sono classificati secondi ai Mondiali Under 20 del 2023, solo tre hanno esordito in nazionale maggiore: Pio Esposito, Pisilli e Pafundi. Gli ultimi due hanno giocato un ruolo estremamente limitato. Questo illustra perfettamente un sistema calcistico che non favorisce i giovani. In Italia, il salto dalla Primavera (Under 19) al calcio professionistico è così drastico che molti giovani promettenti finiscono in prestito e in panchina. Pafundi, ad esempio, è un chiaro esempio di questa mancanza di sviluppo”.
“La Serie A, nel frattempo, non vince una Coppa dei Campioni dal 2010… mentre negli anni ’90 era raro che in una stagione diverse squadre italiane non si aggiudicassero titoli continentali. Chiaramente, quel livello di spesa era insostenibile e ha portato al fallimento di diversi club storici, ma il campionato italiano ha subito un colpo fatale con lo scandalo ‘Calciopoli’, e i Mondiali del 2006 sono stati solo un miracolo estivo. Come Euro 2021, un’altra oasi che è servita ad accrescere la credibilità di chi non la meritava”.
“Il calcio italiano deve reagire con una riforma radicale… ma deve farlo ora, altrimenti rischia che la sua “nuova normalità” si trasformi nella mediocrità in cui si è assestato nell’ultimo decennio”.











