Gattuso inadeguato, Gravina carrierista: il calcio italiano è preistorico (Süddeutsche)

La stampa tedesca asfalta il sistema Italia: "Comanda gente con idee del secolo scorso. Bastoni emblema di cosa non funziona in Serie A"

Gattuso

Db Zenica 31/03/2026 - spareggio qualificazioni Mondiali 2026 / Bosnia Erzegovina-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Pio Esposito

“Una debacle. Una vergogna. Una sconfitta di proporzioni quasi bibliche, perché è così: la prima volta, l’apocalisse era già stata dichiarata a sud delle Alpi, almeno quella calcistica. La seconda volta, è successo di nuovo. E ora: tre apocalissi in pochi anni, qualcosa che sarebbe impossibile nelle sacre scritture, anche solo per la contraddizione logica, è stato ora realizzato dalla un tempo così gloriosa Squadra Azzurra”. Così scrive in Germania la Süddeutsche Zeitung. È lo stesso tono che trionfa su tutta la stampa sportiva internazionale.

I tedeschi scrivono di “fondo del baratro”, di “abisso più profondo”. È una grammatica coerente. La cronaca del match, scrive la Sz, “potrebbe erroneamente dare l’impressione che si sia trattato di una questione di pochi centimetri, che il destino sia intervenuto contro gli italiani. Ma non è stato così. Non è stata una questione di centimetri. È stata una vera vergogna”.

E come al solito i tedeschi vanno dritti al punto: “ciò che la squadra ha fatto in campo è modellato dai vertici: totale mancanza di immaginazione, soprattutto da parte delle figure chiave. Nel calcio italiano, al comando ci sono quelli con idee del secolo scorso”.

Bastoni è l’esempio lampante di ciò che non funziona nella Nazionale: è infatti uno dei pochi giocatori di altissimo livello in squadra, ma solo a livello di club, quasi mai in Nazionale. Ciò è in parte dovuto al fatto che Gattuso lo ha schierato ancora una volta al centro della linea difensiva, e non come terzino sinistro, dove forma una formidabile coppia con Federico Dimarco all’Inter. E poi c’è la questione dell’allenatore: Mateo Retegui, che gioca in Arabia Saudita, è stato nuovamente autorizzato a cimentarsi in attacco – un giocatore che manca di ritmo e, ai massimi livelli, chiaramente della qualità necessaria. Dopo l’espulsione di Bastoni, Retegui è stato sostituito, così come il suo compagno d’attacco Moise Kean a metà del secondo tempo. Il regista Nicolò Barella era furioso in campo; cosa avrà pensato Gattuso? Kean è l’unico italiano con una velocità straordinaria, un giocatore ideale per le rapide transizioni verticali. Esattamente ciò che serve quando si gioca in dieci”.

“Almeno la tradizione dei grandi portieri continua a vivere in Italia. A parte questo, ben poco è rimasto nell’era moderna: non l’efficacia un tempo temuta, non l’indistruttibile spirito di squadra, non i lampi di genio di un Roberto Baggio o di un Francesco Totti. Le quattro stelle di campioni del mondo che gli italiani hanno portato sulle maglie con un certo orgoglio e per lungo tempo con la dovuta dignità: sono ormai da tempo ridotte in polvere”.

La Süddeutsche  affonda sui vertici e su Gattuso: “Gli ho chiesto di restare”, ha dichiarato il presidente della federazione Gabriele Gravina riguardo al futuro dell’allenatore Gattuso: “È un grande allenatore”. Questo è un modo di vedere le cose, se lo si vuole. Tuttavia, il curriculum di Gattuso come allenatore a livello di club non supporta questa valutazione, né lo fa il suo lavoro come commissario tecnico. Ma questo incarico governativo, un tempo prestigioso, ha già perso parte del suo prestigio: nel 2017, durante l’eliminazione ai playoff contro la Svezia, il commissario tecnico della nazionale era Gian Piero Ventura. Chiaramente gli mancava il carisma, il che non sorprende. Ventura, in precedenza, non era stato altro che un allenatore di provincia. La debacle ai playoff del 2022 contro la Macedonia del Nord, invece, fu responsabilità di Roberto Mancini, un vanitoso esibizionista, inebriato da se stesso e dal titolo di campione d’Europa del 2021, l’unico momento positivo nella storia recente del calcio italiano. Mancini è emigrato in Arabia Saudita, così, da un giorno all’altro, comunicando la sua decisione via email. L’oggetto probabile: più soldi, arrivederci . Il predecessore di Gattuso, l’in realtà innovativo Luciano Spalletti, aveva fallito per eccessiva ambizione, ristrettezza mentale e testardaggine”.

“Non si può certo incoraggiare l’inventiva in un ambiente preistorico. Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, è un carrierista per eccellenza; la sua ambizione di ricoprire questa carica era già documentata negli anni Novanta. Gli anni Novanta! Un percorso professionale tracciato sulla carta”.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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