Fabregas: “Il Napoli è cresciuto molto negli ultimi anni e oggi le aspettative sono alte”
In conferenza stampa: "Hanno attraversato grandi difficoltà, merito di Conte se sono rimasti in alto. Arbitri? Non penso mai alla malafede, ci mancherebbe. La Champions per il Como sarebbe un salto troppo grande"

Mg Milano 21/04/2026 - Coppa Italia / Inter-Como / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Cesc Fabregas
L’ultimo cruciale snodo di stagione si avvicina: Como–Napoli andrà in scena dopodomani sulle rive del lago, che incornicerà — si spera — i fuochi d’artificio pronti a mettere in campo le due compagini. Agli azzurri mancano 5 punti per blindare la qualificazione in Champions, mentre i lariani vogliono tenere accesa la fiammella di un traguardo che sarebbe storico.
Oggi, Cesc Fabregas è intervenuto in conferenza per presentare il match.
Fabregas: “Non credo nella malafede degli arbitri”
“Il Napoli? Una squadra che ha attraversato diverse difficoltà, con numerosi infortuni che hanno colpito giocatori chiave nel corso della stagione. Grande merito al mister Conte per essere riuscito a mantenerli su un livello elevato. Il Napoli è cresciuto molto negli ultimi anni e oggi le aspettative sono alte. Hanno disputato un’ottima stagione, grazie al gruppo e al lavoro dell’allenatore. Anche noi abbiamo dovuto fare i conti con qualche problema fisico. Siamo quasi tutti disponibili: Sergi Roberto non ha ancora i novanta minuti nelle gambe, Vojvoda è rientrato in allenamento. A parte Addai, il resto della rosa è a disposizione. Mi aspetto una bella partita, di calcio propositivo, tra due squadre con una mentalità offensiva e ben definita.”
Caso arbitri: succede anche all’estero? Il peso delle designazioni “indirizzate”…
“In Spagna si discute molto degli arbitri, in Inghilterra un po’ meno, ma il tema torna sempre, purtroppo. Non penso mai alla malafede, ci mancherebbe. Così come esistono allenatori e giocatori di livelli diversi, vale lo stesso anche per gli arbitri. Siamo tutti parte del sistema e tutti dobbiamo darci una mano. È un peccato quando accadono episodi negativi legati all’arbitraggio, ma l’arbitro dovrebbe essere la figura meno centrale: il suo compito è dirigere la gara, mentre la gente paga il biglietto per vedere altro.
Non mi entusiasma parlare di queste situazioni. Ieri, per esempio, per Arteta si discuteva se fosse rigore o meno: sono episodi. Non mi piace esprimere giudizi senza conoscere esattamente cosa sia accaduto.
Ho visto il video dell’arbitro che si gira e chiede un’indicazione sul rigore, ma non lo considero nemmeno qualcosa di così grave. Forse in quel momento c’era difficoltà e qualcuno ha provato ad aiutarlo, anche se sappiamo che non dovrebbe succedere. Però non si può parlare di malafede: lasciamoli lavorare.”