Chivu: “Allenatore inesperto, dicevano. E poi la lista di chi sarebbe venuto”

"Lo cacciano via, ripetevano. Posso essere tutto ma non un fesso. Vorrei essere per tutta la vita mediocre e primo in classifica. Lo scudetto? Tante ci hanno provato ma vince una sola squadra".

Chivu

Db Milano 20/01/2026 - Champions League / Inter-Bodo Glimt / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Cristian Chivu

Cristian Chivu, l’allenatore dell’Inter, analizza il momento della squadra dopo due risultati importanti, tra prestazioni, gestione del gruppo e obiettivi stagionali.

Le parole di Cristian Chivu

Arrivate da due risultati importanti, che cosa servirà per dare continuità?

“Avevamo fatto le prestazioni anche prima, ovvio che si giudica anche il risultato. Le prestazioni abbiamo sempre cercato di farle consapevoli che mancano sei partite alla fine del campionato. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto e continuare a mantenere lo spirito giusto. Cercare di essere la miglior visione di quello che abbiamo e aggiungere altri tre punti alla classifica”.

“Il fuoco abbiamo sempre cercato di portarlo in campo. Nell’importanza di essere pronti dal punto di vista fisico e mentale, cercando di adattarsi in base a quello che l’avversario propone. Direi che abbiamo avuto alti e bassi, in alcune partite abbiamo fatto molto bene. In altre abbiamo fatto meno bene per mancanza di energie e per mancanza di qualche giocatore che avrebbe spostato l’inerzia delle partite. Abbiamo cercato di dare tutto, anche nelle ultime due partite nonostante le insidie dell’andare in Nazionale a fare i play off. Nonostante la delusione si sono calati subito sugli obiettivi del club per portare a buon fine il nostro desiderio. Essere competitivi fino in fondo.”

Inter obbligata a vincere lo scudetto?

“Se non capiamo l’ironia, facciamo qualcos’altro (il riferimento è alle sue frasi di domenica sera sulla champions raggiunta, ndr). Tante cose si prendono troppo seriamente. Tante cose sono tarate in maniera sbagliata rispetto alle amicizie e ai doveri di difendere uno o l’altro. Dentro c’è anche la realtà, era una battuta. Si è sempre parlato di qualificazione Champions. Non mi sono inventato niente. L’ho detto con il sorriso sulle labbra. Qualcuno l’ha presa troppo sul serio. Bisogna capire. Il calcio è un gioco, bisogna prenderlo come tale. Ci sono squadre che hanno provato a vincere. Ma ne vince solo una. Quello è il discorso da fare. Non bisogna stare male se l’amico o la squadra del cuore non ce la fa fino in fondo”.

“Si parla di Bastoni da un mese a questa parte e non lo si elogia. Ci sarebbe da elogiarlo come uomo, nonostante le difficoltà fisiche e mentali. Ci ha messo la faccia, bisogna dargli credito. Bisogna essere orgogliosi di quello che ha fatto. Ha un problema fisico, la caviglia non è al 100%. In un mese si è allenato poco e non è al 100%. Siamo quasi a fine aprile e fare un ricondizionamento fisico serve a poco. Bisogna dargli fiducia e farlo sentire importante. Farlo sentire nel gruppo. Lo ringraziamo per la sua disponibilità. Non sta bene. Domani non sarà convocato. Rimarrà fuori per riprendersi sia per la caviglia che per rifare qualcosina per alzare la condizione atletica.”

Sulle dichiarazioni di Marotta:

“Miglioro tutti i giorni e faccio autocritica, imparo. Imparo dagli errori che combino. Dal mio punto di vista spero di non averne combinati tanti. Soprattutto dal punto di vista umano, di come devo parlare ai ragazzi. Presi uno per uno. Anche io mi dimentico, ho delle priorità in base alla narrativa fuori. Devo andare a mettere un paio di cerotti, fare due coccole e due abbracci. Si pensa in maniera superficiale per fare i titoli e audience sui social. Solo perché la negatività vende. Io devo cercare di farli sentire importanti e amati. Non sono dei robot. Devono guadagnarsi il rispetto dei compagni. La cosa più importante è non rifare gli stessi errori. Lì si acquisisce esperienza. Sempre con l’ambizione di essere meglio rispetto al giorno prima.”

Il punto su Bisseck e Lautaro: quando rientreranno?

“Bisseck ha già lavorato in campo. Lauti, rispetto ai tempi che ci sono stati detti è in regola, settimana prossima andrà in campo a fare qualcosina in più rispetto a quello che sta facendo. Bisseck tra due giorni, Lautaro 7-8 giorni. Sta migliorando e sta facendo bene.”

Cambiata la narrazione perché stai vincendo?

“Posso essere tutto ma non sono un fesso. Non rientro in base alla narrativa, ma rispetto al ruolo che occupo in questo gruppo. Dicevo determinate cose in un determinato modo perché è cambiato tutto. Mi sono adeguato. È  cambiata l’aspettativa. Un allenatore inesperto dicevano. Lo cacciano via, dicevano e poi la lista di chi sarebbe venuto. Invece si è andato avanti grazie ad un gruppo di uomini e ragazzi che hanno avuto l’ambizione di essere competitivi. Strada facendo le cose sono cambiate. Tutto nasce nel post Juve. Lì diventa tutto una gogna mediatica sia per quanto riguarda l’Inter e un giocatore dell’Inter. Lì la narrazione cambia. Non sono mai stato polemico, non ho mai messo la maschera. Ho sempre cercato di non parlare di arbitri e di mantenere un equilibrio. Se a qualcuno non gli va bene quello che dico, pur mantenendo coerenza, non è affar mio. Io penso a quello che sono io. Alla gente che mi ama, lavoro per loro. Per chiarire la cosa che ho detto pre Juve… Io ho detto una cosa che è stata riportata diversamente: ‘Quando vedrò un allenatore che riuscirà a dire che ha avuto un errore a favore inizierò a parlare di arbitri’. Ma non ho mai detto che sarei stato io il primo a parlare di arbitri.”

Che cosa ne pensa del fatto che si dica che il campionato è scarso?

“Troppo facile cambiare il pensiero in base alla classifica. Come cresce il punteggio diventa attraente o mediocre. Vorrei essere per tutta la vita mediocre e primo in classifica. Mi dà la certezza di un lavoro fatto bene, una società che mi sostiene, i ragazzi che mi seguono. Diventa troppo facile classificare un campionato in base alla classifica”.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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