Tra Conte e De Laurentiis, è il presidente il più forte al tavolo della trattativa

Il punto di vista di Cesare Gridelli. È Conte che deve dare spiegazioni, su infortuni, campagna acquisti e Champions. Difficilmente avrà un altro club tra le mani

Tra Conte e De Laurentiis, è il presidente il più forte al tavolo della trattativa

Mg Napoli 23/05/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Cagliari / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis-Antonio Conte

Tra Conte e De Laurentiis, è il presidente il più forte al tavolo della trattativa

Conte ha convocato pubblicamente il presidente De Laurentis ad un tavolo per decidere il prosieguo del suo rapporto con il Napoli a fine stagione. Sorprende che tale convocazione sia stata pubblica ma sappiamo che fa parte delle strategie comunicative del tecnico che in tal modo mette pressione al presidente e all’ambiente e poi informa “coram populo” che lui è sul mercato e pronto ad andarsene se non si accettano le sue condizioni. E questo indipendentemente dal fatto che abbia un contratto che lo lega al Napoli per un altro anno. Ai più appare evidente che al tavolo il tecnico è il più forte perché detta le sue condizioni e se non vengono accettate se ne va. Sicuramente l’anno scorso è stato così. Lui era il più forte al tavolo perché veniva da un insperato scudetto (anche se con una serie di circostanze favorevoli e basti ricordare Orsolini e Pedro Pè), vi era un ambiente gasato e fiducioso che faceva pressione sul presidente e il Napoli aveva un importante tesoretto (il più alto in Italia) da spendere sul mercato. Ma quest’anno la situazione è differente perché in ogni struttura organizzativa qualsiasi programmazione parte sempre dall’analisi di quello che è accaduto e qui il Presidente non potrà fare a meno di chiedere alcune spiegazioni:

– Come mai abbiamo sbagliato la campagna acquisti estiva prendendo giocatori, pagati moltissimo (anche perché presi subito la volontà del tecnico di avere la squadra completa in ritiro) e non solo non utilizzati ma che a gennaio sono andati via perché ritenuti completamente inutili? (in primis Lucca e Noa Lang, poi Marianucci e Beukema rimasto ma sottoutilizzato). E si sa che il tecnico per il ruolo di allenatore-manager che assume ha scelto o almeno condiviso e garantito su tutti gli acquisti (tranne De Bruyne preso da Manna con anche la strategia di invogliare Conte a rimanere dopo lo scudetto). E non solo il Napoli ha speso una barca di soldi ma questi calciatori se li vedra’ ritornare a Dimaro perché è molto improbabile che saranno riscattati dalle squadre in cui sono in prestito viste le prestazioni e le panchine.

– Come mai questo numero esorbitante di infortuni muscolari? Al di là della sfortuna (ci credo come alla Befana) sicuramente ci sono delle responsabilità dello staff tecnico che vanno dalla preparazione, all’intensità degli allenamenti (non dimentichiamoci le lamentele dei giocatori a proposito) e alla scarsa rotazione e allo scarso e tardivo utilizzo delle sostituzioni in partita. E le problematiche del far giocare sempre gli stessi e dello scarso turn-over erano evidenti anche ad inizio stagione quando era disponibile tutta la rosa. Ed infatti siamo dovuti arrivare alla disperazione per scoprire che uno come Vergara probabilmente poteva fare prima qualche partita o almeno qualche spezzone di partita facendo rifiatare gli altri. Chiaramente il fatto poi che la rosa è stata decimata dagli infortuni ha influito negativamente sui risultati e fatto si che, nonostante avessimo la squadra campione di Italia, i tanti milioni spesi in campagna acquisti e gli unanimi pronostici a favore, a febbraio fossimo fuori dalla lotta per lo scudetto (non si doveva vincerlo per forza ma lottare fino alla fine sì).

– Come mai (ma spiegabile visto le precedenti performance del tecnico nelle Coppe europee con difficoltà a gestire il doppio impegno settimanale) il Napoli ha fatto una Champions disastrosa? E con prestazioni non giustificate dalle assenze (e nella prima parte c’erano comunque quasi tutti) visto il valore degli avversari e comunque la formazione che mettevamo in campo. E queste prestazioni in Europa hanno in un anno compromesso l’operazione di internazionalizzazione ed immagine all’estero della società a cui lavora il Presidente da anni e partita con Benitez. Il Napoli non si è qualificato nonostante i 24 posti a disposizione e arrivando 30esimo su 36 squadre partecipanti. Poi ci aggiungiamo la precoce eliminazione dalla Coppa Italia che bilancia la vittoria della Supercoppa italiana che ha un valore come sappiamo irrisorio.

E dopo aver fatto queste 3 domande e ascoltate le risposte si potrà cominciare a parlare di futuro. Il Napoli ha, indipendentemente dalle volontà di Conte, delle priorità che sono: abbassare l’età media della squadra (la terza più vecchia in serie A), di abbassare considerevolmente il monte ingaggi (e le due operazioni possono andare di pari passo pensando ad esempio a Lukaku e Spinazzola che hanno 33 anni e hanno ingaggi alti) e di non poter spendere sul mercato altri 200-250 milioni. Il Napoli spenderà di sicuro circa 75 milioni per il riscatto di Hojlund ed Allison Santos e poi potrà fare qualche altro piccolo acquisto puntando sui giovani e poi si vedrà cosa si vende ma non si recupererà molto. Conte ha fatto capire chiaramente che questo non gli andrà bene perché su di lui ci sono certe aspettative. Però mi chiedo ma dove potrebbe andare il tecnico se lascia Napoli? Ha uno stipendio base di 6.5 milioni netti all’anno con una potenzialità di arrivare a 10 con i vari bonus a cui va aggiunto circa 1 milione di euro per il suo staff, quindi parliamo di circa 22 milioni di euro lordi annui. E quindi la domanda sorge spontanea: ma al di là dei costo dove potrebbe andare Conte se va via da Napoli (rompendo il contratto e con conseguenze da vedere)? In Italia l’Inter, se come probabilissimo vince lo scudetto, confermerà Chivu. La Juve ormai ha Spalletti e il Milan il progetto Allegri. La Roma non penso che al di là delle difficoltà rompa il progetto Gasperini. Quindi in Italia molto improbabile. E all’estero? Squadre di prima fascia, vedendo anche le prestazioni in Champions del Napoli, non ci pensano proprio. In particolare in Premier, dove possono spendere di più, dopo i trascorsi burrascosi al Chealsae e Tottenham ancor più difficilmente potrebbe andare. Quindi si dovrebbe vedere all’estero una squadra di seconda fascia disposta non solo a fornire l’ingaggio ma poi a spendere sul mercato quanto lui richiede. Allora viene da pensare: o Conte ha in mano una scala reale con una destinazione già certa o sta bluffando. Il problema è però che al tavolo non ha uno sprovveduto giocatore ma un grandissimo imprenditore ed esperto presidente.