Napoli, il ritorno dei big è solo narrazione mediatica. Altro che strada in discesa per la Champions

Ci vorrà tempo, come ce ne sta volendo per Lukaku. De Bruyne è tornato in gruppo: da qui a tornare De Bruyne, ce ne vuole. Come per Anguissa. McTominay nemmeno è rientrato in gruppo.

Napoli De Bruyne e McTominay

Napoli's Belgian midfielder #11 Kevin De Bruyne celebrates scoring his team's second goal during the Italian Serie A football match between Sassuolo and Napoli at the Mapei - Città del Tricolore stadium in Reggio Emilia, on August 23, 2025. (Photo by Stefano RELLANDINI / AFP)

Napoli, il ritorno dei big è solo narrazione mediatica. Altro che strada in discesa per la Champions

La qualificazione Champions non è per nulla al sicuro. Sì, il Napoli l’ha sfangata a Verona con il ritorno al gol, all’ultimo secondo, di Romelu Lukaku e un finale strappalacrime tra esultanza sul campo (emblematica della compattezza del gruppo) e le parole in tv del calciatore belga che possiede intelligenza e sensibilità decisamente straordinarie per il mondo del calcio (e forse non solo per il mondo del calcio). Il Napoli l’ha sfangata e ora – a undici giornate dalla fine – ha cinque punti di vantaggio sul Como quinti in classifica. Oltre che due sulla Roma quarta (due punti che sono tre visto che in caso di arrivo a pari merito, passerebbe il Napoli).

Questa situazione di classifica, accompagnata dall’entusiasmo mediatico per il possibile rientro dei calciatori di lunga degenza, sta creando un clima pericoloso. Come se adesso la strada per il Napoli fosse in discesa. Ovviamente non è affatto così. Cominciamo col dire che non tutti i calciatori rientreranno davvero. Di McTominay non si sa e al momento lo scozzese sembra indirizzato a saltare anche la gara col Torino. Non gioca dal 7 febbraio, da quando uscì all’intervallo di Genoa-Napoli. Ormai è un mese tondo tondo. E senza di lui, il Napoli ha vinto una sola partita. Quella soffertissima contro il Verona.

Poi ci sono De Bruyne e Anguissa. Facciamo un passo indietro. E ricordiamoci le prime convocazioni di Lukaku, avvenute a fine dicembre. Era al seguito della squadra, prima di Natale in Supercoppa. Sono trascorsi quasi tre mesi e la condizione di Romelu è ancora approssimativa. Molto approssimativa. Sì, ha segnato il gol partita perché – come ha ricordato Conte – in area di rigore sa sempre farsi valere. Ma non può svolgere il lavoro cui aveva abituato il Napoli lo scorso anno. L’esempio di Lukaku deve indurre a non sognare su De Bruyne reduce da un infortunio altrettanto grave. Kdb non gioca una partita ufficiale dal 25 ottobre: oltre quattro mesi fa, siamo ai centrotrenta giorni. Mezza stagione. Ci vorrà tempo per ritrovare De Bruyne. E lo stesso discorso vale per Anguissa. Il centrocampista del Camerun non gioca dal 9 novembre giorno della sconfitta a Bologna. Prima una lesione muscolare rimediata in Nazionale, poi un problema alla schiena che ormai lo tormenta da più di un mese. Servirà cautela anche con lui. Degli altri, invece, non c’è traccia. Neres è out e non sappiamo per quanto. Per Di Lorenzo ci vorrà ancora tempo. Rrahmani la stagione l’ha praticamente finita.

Insomma il rientro degli infortunati è al momento è una boutade mediatica. Conte dovrà schierare la stessa squadra ancora per un po’ di partite. Si è aggiunto Gilmour in mediana, mentre nella linea difensiva a tre i centrali sono contati. Solo sugli esterni resistono le alternative. Lasciamo stare le illusioni. Il Napoli e i calciatori devono stringere i denti. È dall’inizio dell’anno che Conte e i suoi convivono con una straordinaria condizione di perenne emergenza. Che durerà ancora. Una cosa è la narrazione, un’altra è la realtà. Il ritorno dei big del Napoli è al momento solo un’illusione. E la Champions andrà conquistata con chi c’è, con una rosa che non sarebbe stata considerata nemmeno da Conference.

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