Moise Kean in Nazionale ha la stessa media gol di Baggio

Moise Kean ha segnato 12 reti in 25 presenze. Va in gol da cinque partite di fila. È il trascinatore della squadra di Gattuso

Moise Kean

Db Bergamo 26/03/2026 - spareggio qualificazioni Mondiali 2026 / Italia-Irlanda del Nord / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Moise Kean

Moise Kean in Nazionale ha la stessa media gol di Baggio

Dodici gol in venticinque partite. Che in media fanno 0,48 gol a partita. Meglio non andare a vedere chi altri nella storia più o meno recente della Nazionale italiana ha chiuso con la media di 0,48 gol a partita. Si tratta di un certo Roberto Baggio. Che in 56 partite di reti ne ha segnate 27. Quarto marcatore di tutti i tempi, al pari di Alessandro Del Piero che però di presenze ne ha 91.

Non stiamo qui a paragonare Moise Kean a Roberto Baggio. Però a ricordare che ci sono maglie in cui ti senti a tuo agio e quella della Nazionale sembra stare perfettamente al centravanti della Fiorentina. Che al momento è 29esimo della classifica marcatori all time dell’Italia. Ma sta scalando rapidamente la classifica. Il match contro l’Irlanda del Nord è stato il quinto consecutivo in cui Kean è andato a segno. Ha realizzato sette gol negli ultimi cinque match della Nazionale. La doppietta alla Germania il giorno del 3-3. Poi due reti all’Estonia in due incontri diversi. In mezzo, la doppietta a Israele. E infine il pesantissimo gol contro l’Irlanda del Nord. In Italia non sempre hanno creduto in lui. All’estero di più, soprattutto in Francia. 

È il centravanti della Nazionale italiana. Senza discussioni. Martedì in Bosnia è molto probabile che sarà affiancato da Pio Esposito. Retegui non è apparso in condizione. Moise invece sì. Ieri sera non solo ha chiuso la partita. Fin lì era stato il più pericoloso con un paio di rasoiate rasoterra che non hanno sorpreso il portiere del’Irlanda del Nord.

Il primo gol in Nazionale risale al 23 marzo 2019, sette anni fa. Alla sua seconda presenza in maglia azzurra. Contro la Finlandia. Segnò il gol del 2-0 festeggiato alla sua maniera. Aveva 19 anni e 23 giorni. Diventò il secondo marcatore più giovane della storia dell’Italia, il primo è Gnonto con 18 anni, 7 mesi e 26 giorni. Segnò anche alla terza apparizione, tre giorni dopo, nella goleada al Liechtenstein. Poi, ha rallentato. La sua carriera è figlia di brusche accelerazione ma anche di inattese frenate. Oggi, a 26 anni, nel pieno della maturità, è diventato un punto di riferimento inamovibile per gli azzurri.

Un Mondiale sarebbe una vetrina importante. Non solo per lui ma anche per lui. Che sta mangiando polvere nelle retrovie del campionato con la Fiorentina. È da sempre un attaccante dalle notevoli potenzialità. Eppure in tanti anni di carriera, ha avuto solo due veri exploit: col Psg di Tuchel dove segnò 17 gol in 41 presenze e lo scorso anno a Firenze con Palladino (25 reti in 44 presenze). In Nazionale gliene mancano due per raggiungere Rivera e Balotelli, quattro per arrivare a Vialli. Il re dei marcatori è sempre Gigi Riva con 35 gol in 42 presenze e la media mostruosa di 0,83 gol a partita.

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