McTominay? Sono finiti i soprannomi, chiamiamolo McDios
Politano, egoista, nega il tap-in ad Alisson. All’ultimo respiro, Leo Spina toglie un pareggio innaturale dalla porta.

Db Milano 11/01/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Scott McTominay
McTominay? Sono finiti i soprannomi, chiamiamolo McDios
Venerdì, ore 18.30 (chi l’ha deciso, Dio solo lo sa), e già c’è qualcuno che arriva in ritardo dal lavoro, qualcuno che non avrebbe mai dovuto lasciare l’ufficio in quel momento, qualcuno che beve un caffè freddo e lo guarda come se stesse guardando la partita. Cagliari-Napoli. Fumo, proclami, ansia. Cagliari ti aspetta come se fosse una guerra privata, eppure nei loro spogliatoi ci sono più napoletani che da noi. Tant’è. Ma la rivalità? Quale rivalità? Pisacane (che ti guardi e pensi: “ma davvero?”) scende senza attaccanti. Nessuna sorpresa, nessuna follia: dopo novanta secondi Scott Magic Cavalier Tominay, che poi se lo chiamiamo così sembra un nome da fumetto ma la verità è che sono finiti aggettivi e soprannomi, il prossimo sarà McDios. Lui insomma, trova la puntata vincente. Zero a uno.
Così, all’improvviso, e la partita è già in discesa, senza fatica. Il Cagliari insiste con il catenaccio (non l’arte del catenaccio, proprio ostinazione pura), lancia pallacce in avanti come a dire “provateci voi”. Matteo sfiora il raddoppio, Rasmus apre autostrade, Stani e Billy si calpestano i piedi, ma non succede niente. Quando finalmente entrano nella nostra metà campo, improvvisano. Ma improvvisano piano, come chi sa di non avere speranza.
La ripresa è un disco rotto. Il Napoli gestisce. Politano, egoista, nega il tap-in ad Alisson. E noi tratteniamo il respiro per quel pizzico di ansia che non se ne va mai. Il Cagliari non tira mai. Lo spauracchio Palestra cambia fascia, ma non decolla (come un aquilone senza vento). Mina molla un cazzotto a Rasmus. Un pugile modesto con gli scarpini, nessuno richiama Mariani. All’ultimo respiro, Leo Spina (che potrebbe avere mille nomi ma tu lo vedi solo lì, tra linea e palla) toglie un pareggio innaturale dalla porta. Clean sheet. Quarta vittoria di fila. Kevin e MC in mezzo: lirica in tournée, applausi sospesi tra il cielo e la curva. Per due giorni siamo a meno sei dalla capolista indiscussa. Ma noi siamo quelli che si amano ancora, sognando di stringersi quando tutto intorno sembra dissolversi ed è questo, in fondo, il calcio e forse anche l’amore.











