Il Times e il calcio italiano: “È povero, non ha strutture e non coltiva i giovani. Uno shock il Napoli fuori dalla Champions”
"Il campionato italiano è al quarto posto per ricavi complessivi dei campionati europei. L'Atalanta mostra la via da seguire, non a caso è l'unica superstite in Champions"

Cm Bergamo 22/02/2026 - campionato di calcio Serie A / Atalanta-Napoli / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Antonio Conte
La crisi del calcio italiano è sempre più evidente, specialmente quando si tratta di competere contro club di altri Paesi europei. Solo l’Atalanta è riuscita ad arrivare agli ottavi di Champions, con Inter e Juventus eliminate ai play-off da due squadre modeste (Bodo-Glimt e Galatasaray) e il Napoli eliminato nella prima fase a girone unico.
Il Times scrive:
Sembrava che l’Italia sarebbe rimasta senza una squadra agli ottavi della massima competizione europea per la prima volta dal 1988, ma questo scampato pericolo ha portato a una riflessione più ponderata sui problemi più ampi in gioco. Il dominio della Serie A dagli anni ’80 fino alla metà degli anni 2000 getta ancora un’ombra lunga. Capello e Buffon hanno vinto tutto ciò che il calcio può offrire. Ronaldo e Christian Vieri, stelle degli anni d’oro della Serie A, erano a bordo campo quando l’Inter è caduta contro il Bodo-Glimt. Il glorioso passato dell’Italia convive con il suo presente più modesto. Detto questo, serve prospettiva. Sono passati meno di tre anni da quando la Lega Serie A ha lanciato una campagna promozionale che dichiarava trionfalmente “il calcio è tornato”, dopo che sei squadre avevano raggiunto i quarti di finale delle competizioni europee. Negli ultimi cinque anni, i club di Serie A hanno vinto due titoli nelle competizioni europee, con altri cinque secondi posti. Nel decennio precedente, i secondi posti erano stati solo tre. Non è il ritorno agli anni di gloria, ma è comunque un progresso.
Detto ciò, il calcio italiano deve affrontare problemi importanti prima di poter sperare di avere club che competano regolarmente per la Champions League. Il più evidente è quello finanziario. Il divario economico tra la Premier League e il resto è ormai così enorme che recuperarlo è impensabile, ma la Serie A è indietro anche rispetto alle altre grandi leghe europee, al quarto posto per ricavi complessivi, con una media di 145 milioni di euro per club, contro i 188 milioni della Spagna e i 211 milioni della Germania. La cifra della Premier League è di 368 milioni per club. I quattro club con i maggiori ricavi nel 2024-25 sono stati Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco e Paris Saint-Germain. Il club italiano meglio piazzato è stato l’Inter, all’11º posto, mentre Milan e Juventus erano rispettivamente 15º e 16º. I problemi infrastrutturali non aiutano, limitando le possibilità di ricavi da stadio e commerciali. Juventus e Atalanta sono gli unici grandi club italiani a possedere il proprio stadio. Un altro problema riguarda il sistema di sviluppo dei giovani. Dal 1997 al 2007, il premio di miglior giovane della Serie A fu vinto esclusivamente da italiani, tra cui Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cinque degli ultimi sei vincitori sono stati stranieri.
Sul Napoli, il quotidiano britannico ha aggiunto in seguito:
L’eliminazione del Napoli dalla Champions League è stata uno shock. I campioni d’Italia avevano rafforzato la rosa in estate e, nonostante alcuni infortuni importanti, il fatto di non aver nemmeno raggiunto i play-off ha riaperto le solite domande sul rendimento europeo di Antonio Conte. Non è però tutto negativo. Solo l’anno scorso c’erano cinque club italiani in Champions grazie ai risultati europei della Serie A nella stagione precedente.
Conclude il Times:
Il calcio italiano “non è tornato”. Forse non tornerà mai agli occhi di chi rimpiange gli anni di gloria in cui dominava il mondo. Ma c’è ancora speranza. È significativo che l’Atalanta avrà l’ultima parola per la Serie A in Champions League: un club con il proprio stadio e una chiara identità, che valorizza i giovani, fa acquisti intelligenti e gioca un calcio propositivo. Non stanno solo portando avanti la bandiera dell’Italia. Stanno mostrando ai rivali di casa la strada verso un futuro più luminoso.










