L’Equipe: “Gattuso ha giocato tre Mondiali, per l’Italia qualificarsi era normale”
"L’Italia cercherà la sua prima qualificazione dal 2014, così che gli adolescenti del Paese possano vedere almeno una volta la Nazionale ai Mondiali prima di diventare adulti".

Db Firenze 01/09/2025 - allenamento e conferenza stampa Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport
L’Italia questa sera affronterà la Bosnia per la finale dei play-off per accedere ai Mondiali. Gli Azzurri mancano da questa competizione dal 2014, dopo averla vinta nel 2006, quando in campo c’era il ct Gattuso, allora calciatore.
L’Italia di Gattuso proverà a tornare al Mondiale dopo dodici anni
L’Equipe scrive:
Nel piccolo stadio di Zenica, l’Italia cercherà di ottenere la sua prima qualificazione dal 2014, così che gli adolescenti del Paese possano vedere almeno una volta la Nazionale ai Mondiali prima di diventare adulti. Anche per la Bosnia-Erzegovina il Mondiale manca dal 2014, e un intero popolo attende questo appuntamento con orgoglio e impazienza, consapevole dell’importanza del momento. Saranno circa 9.000 a riempire le tribune di cemento grigio, aperte al vento, al freddo e alla pioggia, ma saranno molti di più nei dintorni dello stadio. Gli italiani sono atterrati lunedì nel tardo pomeriggio nella città che si trova a circa un’ora da Sarajevo, con i suoi edifici d’altri tempi e le colline innevate all’orizzonte.
Gli Azzurri non hanno ancora rimarginato la ferita dei due fallimenti consecutivi nei play-off. Le aspettative peseranno enormemente sulle spalle dei giocatori. Questa settimana sono apparsi numerosi articoli che rimpiangono le estati senza emozioni della “generazione perduta”, rappresentata da quei volti di bambini che non hanno mai visto la loro squadra ai Mondiali. Non è certo che tutto questo basti, se si ricorda il primo tempo degli Azzurri giovedì contro i nordirlandesi, immersi nella paura di sbagliare. Le loro menti saranno più leggere? Gattuso sa che si gioca molto a livello personale in questa missione accettata lo scorso giugno, tra entusiasmo e scetticismo. È l’uomo che deve evitare all’Italia l’inimmaginabile affronto di restare sedici anni senza una fase finale mondiale. E sa bene quanto lungo possa essere il tunnel: nei suoi dieci anni in Nazionale ha disputato tre Mondiali, allora sembrava quasi normale.










