Davvero tutto questo perché Lukaku voleva allenarsi in Belgio?
Per carità, le regole esistono per essere rispettate. Ma esistono anche il buon senso e il senso della misura. Sennò si lascia spazio ai malpensanti e alle malelingue sull'ingaggio alto di Lukaku e la volontà di rescindere

Napoli's Belgian forward #11 Romelu Lukaku warms up before the Italian Serie A football match Torino vs Napoli at the "Stadio Grande Torino" in Turin on December 1, 2024. (Photo by MARCO BERTORELLO / AFP)
No. Non ci posso proprio credere. Lukaku nella bufera per una banalità. Dopo aver passato settimane a tessere le sue doti di serietà e di generosità come atleta e come persona. Ho addirittura letto su qualche quotidiano – ma sono sicuro che è una sciocchezza – che si parla di mettere fuori rosa Romelu Lukaku. Oppure di comminargli una forte multa. Tutto perché invece di rientrare a Castelvolturno è andato in Belgio a tentare di recuperare la forma fisica che tarda a ritrovare. Ma come, Lukaku non era l’uomo spogliatoio indispensabile per il Napoli? Esempio di correttezza e collante del gruppo. Improvvisamente da eroe buono a reprobo da condannare senza indulgenza.
Per carità, le regole esistono per essere rispettate. Ma insieme alle regole esistono il buon senso e il senso della misura. E francamente il comportamento globale tenuto fino ad oggi dal campione belga dovrebbe bastare per metterlo al riparo da eccessi punitivi. Se il giocatore è convinto che una permanenza in un qualche centro in Belgio gli consentirà di tornare nel migliore stato di forma e perciò invece di rientrare a Napoli è tornato nel suo paese d’origine francamente non ne farei un casus belli. Certamente avrebbe fatto bene a concordare la cosa con la società evitando una infrazione regolamentare che comunque è da biasimare.
Confido molto che la vicenda si concluda nelle forme più ragionevoli possibili. Non vi è dubbio che il futuro di Lukaku a Napoli sia vacillante. Costa moltissimo e sembra aver imboccato una fase discendente della sua splendida carriera. Cosa alla quale vanno incontro tutti gli atleti con il passare degli anni ma ancor più quelli con la struttura mastodontica dell’attaccante belga. Spero però che la società gestisca la faccenda con l’eleganza con la quale ha gestito altri casi in passato. Evitando di lasciare spazio a malpensanti e malelingue che potrebbero attribuire – cosa che assolutamente non credo sia vera – un improvviso sussulto di severità alla necessità di avviare una separazione consensuale.











