Ronaldo ancora in sciopero, la Saudi Pro League ha un moto d’orgoglio e lo rimprovera (ancora in modo blando)

"Nessun individuo, per quanto importante, può prendere decisioni che vadano oltre gli interessi del proprio club"

Ronaldo

Portuguese forward Cristiano Ronaldo (C-L), accompanied by his partner Georgina Rodriguez (C-R) and his son Cristiano Ronaldo Jr, greets the crowd at the Mrsool Park Stadium in the Saudi capital Riyadh on January 3, 2023, upon his presentation as an Al-Nassr player. (Photo by FAYEZ NURELDINE / AFP)

Lo sciopero di Cristiano Ronaldo contro la Saudi Pro League, in segno di protesta contro la gestione del mercato invernale da parte del PIF (il fondo di investimento che gestisce i quattro club più importanti del Paese), ha infine fatto arrabbiare la Lega. Che messa alle strette ha inviato una nota a diversi organi di stampa per prendere posizione.

“La Saudi Pro League è strutturata attorno a un principio semplice: ogni club opera in modo indipendente secondo le stesse regole. I club hanno i propri consigli di amministrazione, i propri dirigenti e la propria dirigenza calcistica. Le decisioni riguardanti il ​​reclutamento, la spesa e la strategia spettano a loro, all’interno di un quadro finanziario progettato per garantire sostenibilità ed equilibrio competitivo. Questo quadro si applica equamente a tutta la lega. Cristiano si è dedicato completamente all’Al Nassr fin dal suo arrivo e ha svolto un ruolo fondamentale nella crescita e nell’ambizione del club. Come ogni giocatore d’élite, vuole vincere. Ma nessun individuo, per quanto importante, può prendere decisioni che vadano oltre gli interessi del proprio club”.

“I recenti acquisti dimostrano chiaramente questa indipendenza. Un club si è rafforzato in un modo particolare. Un altro ha optato per un approccio diverso. Queste sono state decisioni del club, prese nel rispetto dei parametri finanziari approvati. La competitività del campionato parla da sola. Con solo pochi punti di differenza tra le prime quattro, la corsa al titolo è apertissima. Questo livello di parità riflette un sistema che funziona come previsto. L’attenzione resta sul calcio, sul campo, dove dovrebbe essere, e sul mantenimento di una competizione credibile e competitiva per giocatori e tifosi.”

Ronaldo ha un contratto con l’Al Nassr fino al 2027, rinnovato per 200 milioni di euro all’anno. Ma ha anche una clausola rescissoria da 50 milioni di euro che potrebbe usare per forzare la sua partenza. Cristiano ritiene che la politica di trasferimento del Fondo Sovrano Saudita (PIF), proprietario di Al Nassr, Al Hilal, Al Ahli e Al Ittihad, sia dannosa per l’Al Nassr. Non ce l’ha col suo club, ma con la gestione complessiva del campionato.

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