L’ingombrante presenza della “strega cattiva” della ginnastica russa alle Olimpiadi di Milano-Cortina

Eteri Tutberidze è ai Giochi grazie al fatto che è georgiana. L'allenatrice di ghiaccio della Valieva è scampata non si sa come allo scandalo doping

valieva pattinaggio

C’è un certo fermento (eufemismo) per il ritorno alle Olimpiadi di Eteri Tutberidze. Tutberidze è la “strega cattiva” della ginnastica russa, la sergente di ferro che è passata alla storia tra tre le altre cose per la freddezza con cui (non) consolò la allora 15enne Kamila Valieva a Pechino sbagliò il suo programma libero finendo fuori dal podio. Thomas Bach, all’epoca presidente del Cio, fu il primo a condannare Tutberidze, la definì “agghiacciante”.

Valieva fu poi squalificata per doping, dopo essere risultata positiva alla trimetazidina, e a queste Olimpiadi non ci sarà. Ma ci sarà lei, Tutberidze che è rimasta incredibilmente immacolata nello scandalo del doping di stato russo. L’Agenzia Mondiale Antidoping ha espresso preoccupazione per il fatto che Valieva fosse l’unica punita, definendo “molto spiacevole” il fatto che gli adulti responsabili della sua cura non abbiano dovuto affrontare conseguenze sportive o penali.

Tutberidze, 51 anni, che gestisce una scuola di pattinaggio di grande successo a Mosca – racconta il Times –  ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nel doping di Valieva, ma ci si chiede se sarebbe stata accreditata per questi Giochi se non avesse ottenuto l’accreditamento tramite il Comitato Olimpico Georgiano, grazie alla sua cittadinanza georgiana”.

“Il background di Tutberidze è complesso. Ha una figlia di origine americana, Diana Davis, che gareggia a Milano nel pattinaggio di figura a coppie per la Georgia. Ma mantiene anche un forte legame con le pattinatrici russe e, a quanto pare, sta allenando la loro nuova stella, Adeliia Petrosian. Mentre Petrosian insegue la gloria olimpica come neutrale, non pensate che i russi non festeggeranno qualsiasi successo lei possa ottenere. La deputata della Duma di Stato Irina Rodnina, tre volte campionessa olimpica di pattinaggio di figura, ha condiviso il suo entusiasmo all’idea di vedere Petrosian e un altro russo, Petr Gumennik, gareggiare”.

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