Gravina vuole a ogni costo separare gli arbitri da ogni possibile valutazione politica (Gazzetta)
Ha ribadito ieri ai vertici Aia, la necessità di creare una società di diritto privato, partecipata al 100% dalla Federazione, completamente autonoma e destinata al professionismo degli arbitri di Serie A e B.

Dc Firenze 23/02/2024 - amichevole / Italia-Irlanda femminile / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Gabriele Gravina
Il presidente federale Gabriele Gravina si è incontrato ieri con i rappresentanti dell’Aia per parlare delle sue idee per la riforma del sistema arbitrale. Gravina non vuole perdere tempo e pretende che tutto venga fatto per partire con la prossima stagione. Per l’Associazione degli arbitri erano presenti il vicepresidente Francesco Massini e il designatore Can Gianluca Rocchi.
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Nella riunione di ieri Gravina ha ribadito con fermezza i punti su cui non intende trascendere: la creazione di una società di diritto privato, partecipata al 100% dalla Federazione, completamente autonoma e destinata al professionismo degli arbitri di Serie A e B. La Gazzetta ne scrive oggi
La nomina degli arbitri
“Oggi vengono scelti dall’organo politico dell’Associazione, ovvero il Comitato nazionale, ma Gravina vuole a ogni costo separare di netto il merito da ogni possibile valutazione politica. Per questo la decisione spetterà unicamente a un direttore tecnico nominato dai tre consiglieri d’amministrazione della nuova società, consiglieri che saranno indicati dal Consiglio federale, ma che non potranno avere alcun legame con le componenti, Aia compresa”.
Massini ha portato all’attenzione di Gravina un’altra preoccupazione della categoria: “la necessità di poter motivare gli arbitri di base garantendo un percorso d’accesso al gruppo d’élite. Su questo l’apertura c’è stata, si è arrivati a parlare pure di 1 o 2 posti l’anno per i nuovi ingressi, ma anche qui non sarà l’Aia a decidere chi deve“ salire”ma solo il direttore tecnico”.











