Franzoni: “Non ero preparato a tutto questo successo, le emozioni e la tensione hanno preso il sopravvento”
A Repubblica: “A Crans la lucidità di testa è andata a calare, mi è piombata addosso tutta la stanchezza accumulata. Mai mi sarei aspettato di essere a questo livello, è accaduto tutto troppo in fretta”.

Winner Italy's Giovanni Franzoni celebrates on the podium with his trophy after the Men's Downhill event of the FIS Alpine Skiing World Cup in Kitzbuhel, Austria, on January 24, 2026. (Photo by Joe Klamar / AFP)
Lo sciatore Giovanni Franzoni, 24 anni, si sta preparando per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, in programma dal 6 al 22 febbraio. L’intervista a Repubblica.
Prima Olimpiade per lei, in un momento magico. Sente pressione?
“Più che altro emozione. Al cancelletto stamattina ci pensavo alla meraviglia di essere qui e non dall’altra parte del mondo, a rappresentare l’Italia. Giri e la gente parla la nostra lingua, il cibo è il più buono dell’universo, gareggiamo su una pista che conosco bene e mi piace tanto, anzi è tra le mie preferite. Una medaglia sarebbe un sogno. È super difficile, tutti sono fortissimi e ultra motivati a prendersela. A cominciare dai miei compagni: Domme (Paris) qui ha vinto sette volte e anche gli altri sono competitivi. Sarà una bella battaglia”.
Si sente un po’ la punta di questa squadra?
“Sì e no. Mai mi sarei aspettato di essere a questo livello, tutto è accaduto così forte e in fretta, nel giro di appena quattro settimane, che ho cominciato già a Crans- Montana a pagare, fisicamente e mentalmente, i giorni tra Wengen e Kitz, che sono stati estenuanti”.
Difficile gestire il successo?
“E anche le emozioni, evidentemente. Cerchi di tenerle a bada, così come i pensieri e un po’ tutto, però prima o poi ne risenti. E io forse, anche se sono molto cresciuto e cambiato, specie dopo il grave infortunio del 2023, a tutto questo non ero preparato. Proprio a Crans la lucidità di testa è andata a calare, ho cercato di mantenere l’attenzione e recuperare al massimo, ma alla fine è stato inevitabile: la tensione ha cominciato a scendere e tutta la stanchezza accumulata mi è piombata addosso”.
Nessun aiuto dagli psicologi?
“Per ora faccio da solo. Mi aiuta la mia famiglia, mio fratello gemello Alessandro, la mia fidanzata, gli amici di sempre, che mi tengono coi piedi per terra. Franzoso? Un pensiero costante. E anche la musica è una compagna per ogni istante del giorno”.
Cos’è la velocità per lei?
“Una sensazione che non lasci se la provi: adrenalina, leggerezza, libertà. E dire che sarei pigro e ho iniziato con lo slalom. Ho ricominciato a fare tanto gigante, specie da quest’estate, mi serve anche per la velocità e poi magari un giorno, chissà”.










