Eziolino Capuano: “Nel calcio esiste il risultato, il resto è aria fritta. Fabregas lavora per se stesso, non per la squadra”
A Radio Crc: “Non sono attratto molto da questo palleggio sempre in orizzontale, in alcuni momenti Fabregas esaspera un po’. I più bravi rimangono sempre Conte, Allegri, ma anche Chivu”.

AS Eupen's new head coach Eziolino Capuano takes part in a press conference of the Belgian first division football team AS Eupen, on September 7, 2010, at the Kehrweg Stadium in Eupen. AFP PHOTO / BELGA PHOTO / MICHEL KRAKOWSKI -BELGIUM OUT- MICHEL KRAKOWSKI / BELGA / AFP
A Radio Crc, partner del Napoli, è intervenuto l’allenatore Eziolino Capuano dove ha parlato anche degli allenatori di Serie A.
Le parole di Capuano
Di seguito le sue parole:
“Negli ultimi anni sono successe tutta una serie di cose. A Taranto in due anni abbiamo fatto la storia, quei momenti rimarranno per sempre nella storia cittadina. L’errore clamoroso è stata quella parentesi a Trapani dove mi è stato promesso la luna e poi tutti sappiamo come è andata a finire. Quella causa l’ho stravinta per 3 a 0. Pensate che il dott. Vescovi, l’arbitro indicato dal club di Sicilia, ha votato contro di loro come dice la sentenza. È una delle prime volte che succede una cosa del genere in un collegio arbitrale. Al di là di tutto, ci sono state delle scelte sbagliate.
Poi c’è stata l’avventura a Giugliano dove sono andato con un entusiasmo devastante e ho trovato una città molto bella che non smetterò mai di ringraziare e una famiglia di persone di una squisitezza unica. Non rinnego quella scelta che è totalmente e diametralmente differente da quella di Trapani. Quando sono arrivato ho fatto dei risultati importantissimi, dopo di che ci sono stati degli infortuni e i risultati non ci hanno accompagnato più. Non mi aggrappo ai pali, traverse e rigori sbagliati, non esiste nulla quando si perde in quel modo. L’unico rammarico è che il Giugliano ha fatto un mercato importante, alcuni giocatori li ho voluti io, ma nel complesso abbiamo cambiato undici giocatori, poi contro il Foggia, Potenza e Picerno abbiamo fatto delle partite mostruose. Dopo non mi è stata data la possibilità di continuare, onestamente mi sarei aspettato un trattamento diverso. Il calcio è questo, però, e auguro al Giugliano di mantenere la categoria”.
Sugli allenatori di Serie A, Capuano ha dichiarato:
“Senza fare classifiche e mettere gradini dove uno è sopra ad un altro. I più bravi rimangono sempre Antonio Conte, Massimiliano Allegri e quello che sta facendo bene in questo momento come Christian Chivu che però voglio vedere in situazioni diverse con squadre leggermente inferiori rispetto a quella che ha l’Inter oggi. Chi è sulla bocca di tutti è Cesc Fabregas. Il Como ha un certo pragmatismo e giochismo, magari non sono attratto molto da questo palleggio sempre in orizzontale. Il Como ha una squadra forte, al di là del fatto che la città sul lago è bellissima e dietro c’è una proprietà fortissima. La squadra lombarda è davvero bella da vedere con giocatori importantissimi e questo è dovuto anche ad un grande allenatore come Fabregas. Nonostante ciò, l’esasperazione del palleggio non mi piace.
Vincenzo Italiano è un allenatore in difficoltà in questo momento. Anche lui come Fabregas esaspera questa qualità del gioco e il palleggio. L’anno scorso ha fatto strabene e quest’anno le aspettative del Bologna, dei bolognesi e della piazza non sono all’altezza dei risultati che la squadra emiliana sta avendo. Tra Conte, Fabregas e Italiano, sceglierei Antonio Conte. Anche loro sono allenatori importanti con filosofie calcistiche totalmente diverse. Io ci ho giocato pure contro Italiano nel periodo in cui era al Trapani ed io al Rieti. Mi ricordo che al Rieti fece gol Felice Evacuo ed io dissi questo è un allenatore che arriverà a grandi club. Lo dissi dopo la partita e non adesso. Voi parlate adesso ed è facile, io li dissi già all’epoca”.
Nel duello tra risultatisti e giochisti, Capuano si schiera così:
“Nel calcio esiste il risultato, il resto è tutta aria fritta. Ci sono allenatori che lavorano per se stessi e altri che lavorano per il risultato e il club che c’è dietro una squadra. Fabregas lavora per se stesso, non per la squadra. Forse, il Como cerca con ostinazione continua questa costruzione dal basso. Forse, c’è un po’ troppa esasperazione con la costruzione dal basso. Il Como è una squadra che mi fa arrabbiare, anche se è molto bella da vedere. In alcuni momenti Fabregas esaspera un po’. Tutte le cose vanno bene, ma l’esasperazione non lo è sempre. Per vincere le partite bisogna tirare in porta. È inutile che mi parlate del discorso delle palle inattive, anche con il calcio moderno diventano sempre più padrone. Se dovessi costruire una squadra partirei dalla difesa a tre e costruirei un modulo tra il 3-5-2 e 3-4-2-1”.











