America’s Cup, si iscrive anche la Procura della Repubblica: cinque pm indagano su appalti e norme ambientali

Repubblica. I magistrati si sono mossi sulla base di due diversi esposti. Il sindaco Manfredi: “I lavori sono temporanei e saranno rimossi al termine dell’evento. Resteranno solo le opere di risanamento necessarie per la stabilizzazione degli arenili e la futura balneabilità”.

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La Procura avvia accertamenti sui lavori in corso a Bagnoli per la bonifica dell’area ex Ilva in vista delle regate dell’America’s Cup di vela in programma nel 2027.

Riporta la Repubblica:

“Il fascicolo è all’attenzione di cinque pm appartenenti a due pool dell’ufficio diretto dal procuratore Nicola Gratteri: la sezione Ecologia coordinata dall’aggiunto Antonio Ricci e quella che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione guidata dall’aggiunta Giuseppina Loreto. Al momento non ci sono indagati. I magistrati si sono mossi sulla base di due diversi esposti, presentati rispettivamente dall’avvocata Elena Coccia per conto di sette associazioni (Medicina democratica, comitato promotore delle assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia, Bagnolinformazione, Cavalcavia, Federazione sindacale unitaria di base, associazione 9 maggio) e dall’avvocato Domenico Ciruzzi nell’interesse di altre associazioni”.

La Procura indaga sui lavori per l’America’s Cup 2027

Gli inquirenti vogliono capire se chi sta eseguendo i lavori rispetta davvero tutte le regole e le prescrizioni previste dall’appalto. Il contratto è andato alla belga Deme e all’italiana Savarese, con una procedura che il Consiglio di Stato nel 2023 ha confermato, ribadendo la validità dell’iter avviato già nel 2010.

Afferma il sindaco e commissario straordinario Gaetano Manfredi:

“Siamo pronti a collaborare con la Procura fornendo ogni chiarimento e documento utile, nell’ottica della massima trasparenza su tutte le attività in corso nel Sito di interesse nazionale di Bagnoli, riponendo piena fiducia nell’operato della magistratura”.

La magistratura torna a occuparsi della bonifica di Bagnoli, già finita al centro di un lungo e complesso iter giudiziario iniziato oltre diciassette anni fa. In questo arco di tempo si sono celebrati cinque processi e ora il terzo appello ripartirà a marzo, dopo che la Cassazione ha annullato con rinvio le assoluzioni piene pronunciate nei primi due giudizi di secondo grado.

Opere sicure e temporanee

Racconta poi il quotidiano italiano:

“Le due vicende non sono in alcun modo collegate. A seguito degli esposti, i pm hanno deciso doverosamente di valutare con la massima attenzione quanto segnalato dalle associazioni allo scopo di assicurare piena trasparenza ad opere ritenute in grado di trasformare finalmente il volto dell’area occidentale e di cogliere l’opportunità rappresentata dalla manifestazione velica.

Intanto, il quartiere si divide tra chi dice no alla Coppa America e chi invece teme di perdere una grande occasione. Scontro che si è manifestato in tutte le sue tensioni martedì sera durante il consiglio municipale a cui hanno partecipato la vicesindaca Laura Lieto, l’assessore e il subcommissario alla bonifica Dino Falconio. Contestazioni, urla dietro lo striscione “Bagnoli non è in vendita”. “

Su sicurezza dei lavori e monitoraggio, dal commissario viene sottolineato che “le opere a Bagnoli sono progettate per evitare qualsiasi dispersione di contaminanti: barriere fisiche, sistemi di contenimento e controlli continui garantiscono la sicurezza. I sedimenti dragati vengono trasferiti a terra, analizzati e trattati in impianti autorizzati”.

E Manfredi assicura:

“Pontili, hangar e allestimenti logistici sono temporanei e saranno rimossi al termine dell’evento. Rimarranno solo le opere previste dal progetto di risanamento, come il capping e le scogliere, fondamentali per la stabilizzazione degli arenili e la futura balneabilità”.

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